Madre – recensione

MADRE!

diretto da Darren Aronofsky

 

Dopo la visione di “Madre!” mi sono resa conto di quanto sia riduttivo definire un film bello o brutto. Un film è bello quando ti trasmette emozioni, anche negative.

La sensazione che accompagna tutte le scene è per lo più un profondo turbamento, un malessere che percepisci immediatamente, diventando disagio tra il primo e il secondo tempo, fino ad evolversi  nella rabbia e nella profonda vergogna verso il genere umano.

In breve, la pellicola rappresenta la metafora della Bibbia secondo il regista.

Jennifer Lawrence – bellezza pulita e rigenerante – è Madre Natura; Javier Bardem – il “brutto” che piace – è Dio, poeta e creatore. La casa, dove si svolge tutta la vicenda, è il mondo, all’interno del quale si riversa un’umanità terribile, autolesionista e spregevole. Madre Natura è umiliata e sminuita fin dalla prima scena, quando incontra quello che dovrebbe essere Adamo (Ed Harris) insieme alla consorte Eva (Michelle Pfeiffer). Da quel momento in poi è sempre peggio. Dio è più impegnato a “perdonare” e a dare mille occasioni di redenzione agli uomini, mentre la casa subisce la devastazione totale. La Terra, appunto, preferisce implodere e disubbidire al suo creatore, piuttosto che cedere alle debolezze umane.

Il film ha completamente spaccato la critica, alternando aspri dissensi ma anche importanti nomination. Ma suppongo che i dissensi siano di chi non sa gestire le emozioni, belle o brutte che dir si voglia.
 


 


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