Le Quattro Casalinghe di Tokio – recensione

Le Quattro Casalinghe di Tokio di Natsuo Kirino

 

 

Scritto nel 1997, tradotto in Italia solo nel 2003, un romanzo poco conosciuto sugli scaffali delle librerie italiane, ma che vale la pena di leggere. Scoraggiano forse le 700 pagine elaborate da Natsuo Kirino, affermata artista nipponica dallo stile molto pulito ma al tempo stesso dissacrante.

Le Quattro Casalinghe di Tokio non è una storia di amicizia né tantomeno di buoni sentimenti. La pessima condizione femminile delle donne giapponesi viene descritta in modo accurato pur non essendone il tema principale.

Quattro operaie notturne si ritroveranno coinvolte in un efferato delitto dalle tinte molto macabre con tanto di effetti splatter.

Le donne sono legate dall’amicizia “forzata” dei turni di lavoro, al di fuori del quale rivelano caratteri completamente diversi. La particolarità di questo romanzo è la caratterizzazione dei personaggi. Nessuno di essi è positivo, tutti hanno un tornaconto sulla vicenda e nessuno lascerà feriti sul campo.

Il romanzo è rapidissimo verso la conclusione, a prima vista deludente, ma convincente col senno di poi. Consigliato a stomaci forti.

 

Anna Liguori

 


 


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