Cinici Pareri: Avengers – Infinity War

CINICI PARERI

AVENGERS – INFINITY WAR

 

di Felix Wells

 

Avengers infinity war:

I cinecomics.

Amati, odiati, spesso spocchiosamente ignorati ma mai sconosciuti.

Perché un Iron Man o un Batman per sbaglio l’avrà visto anche il più ottuso cerebroleso succube di premium calcio e Don Matteo.

Un genere che ha guadagnato un posto incontestabile nella storia del cinema, al pari di molte altri categorie dalle connotazioni ben precise.

E questo status in buona sostanza è dovuto, non esclusivamente ma prevalentemente, al decennale lavoro della Marvel, che con i suoi personaggi e la loro mitologia, costruita film dopo film, ha saputo offrire ai fans più estremisti così come agli ultimi arrivati un prodotto coeso e coerente.

Un’operazione editoriale senza precedenti, con alti clamorosi e bassi rivoltanti, che in questo film vede il suo zenith, riuscendo nella non facile impresa di unire tutti questi protagonisti (con le relative atmosfere) ed offrendo ad ognuno di essi spazio, oltre a regalarci degli inaspettati e spesso dirompenti team-up tra di essi.

Vero merito dell’ottimo lavoro dei fratelli Russo è però, inaspettatamente, proprio quello di non darci ciò che ci aspettiamo nella maniera che banalmente sarebbe la più logica.

Offrendoci un cattivo a tutto tondo, onnipotente e spietato ma con motivazioni ed un’etica tragicamente comprensibile (almeno da chi, come me, cova simpaticamente tendenze genocide) senza dettagliarne la storia,ma palesandone la centralità occulta in molti degli avvenimenti che hanno portato a questo stesso finale, lo spettatore si ritroverà nella spaesata condizione di accettare l’ineluttabilità della prevedibile sconfitta dei suoi eroi preferiti, arrivando ad empatizzare a più riprese con la loro risoluta nemesi.

Un universo narrativo che necessariamente deve concludere il suo percorso per riavviarsi diversamente trova in questa prima parte (a questo ed ad alcune pellicole intermedie seguirà quell’Avengers 4 ancora senza titolo che sarà la vera conclusione) l’inizio della fine più epico e destabilizzante che si potesse desiderare.

Sorvolando su alcuni rari momenti in cui il ritmo tende a calare, su un paio di storyline che francamente sticazzi, su un Hulk che risente ancora dello squallido trattamento riservatogli in Thor 3 (ancora non mi è scesa) e su una colonna sonora molto anonima, il risultato è un poderoso insieme di “scontri ed incontri in cui la posta si sposta”(questa me la vado a registrare®) verso l’universo intero, uscendo dai confortevoli confini della terra e dei suoi piccoli conflitti.

Attori e personaggi in stato di grazia, spesso upgradati in nuove versioni ancor più intriganti, e location varie e in alcuni casi molto affascinanti.

Ogni caracter ha il suo momento di gloria, con richiami più o meno espliciti alle saghe fumettistiche, e il cliffanger finale saprà toccare anche il cuore più arido, lasciando un malinconico senso di aspettativa come non capitava dai tempi de: “l’Impero colpisce ancora”(esempio puro di finale stronzissimo).

Milioni di finali possibili, come preconizza il Dottor Strange.

Ma questo vi farà male.

E ne sarete contenti.
 


 


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