La strage dei Templari

L’HERETIC PUB si trova in una zona sperduta nella parte nord della città.

È un locale fantastico nato dalla genialità di Peppe. Un luogo in cui la storia si mischia con la leggenda, creando un ambiente misterioso ed affascinante. Sì, bisogna ammettere che è un po’ lugubre, ma è proprio questo che attira i clienti. 

La struttura, rivestita completamente in pietra, riproduce fedelmente una fortezza medievale con tanto di torri coi merli raggiungibili inerpicandosi su per un ampio scalone. La maestosa sala interna, poi, rievocava la mitica tavola rotonda dei cavalieri di Re Artù, con tanto di scudi, alabarde, lance e pugnali che troneggiano sui muri.

Ma la vera attrazione sono le armature in ferro poste in scanalature scavate nelle pareti. Non so dove Peppe le abbia rimediate, e non ha mai voluto dirlo a nessuno, nemmeno a me. È un segreto che ha sempre custodito gelosamente. Fatto sta che sono divenute la vera attrazione del locale. Rievocano perfettamente l’era di Camelot, la fortezza leggendaria da cui mago Merlino lanciava i sortilegi, il prode Lancillotto amava segretamente la sua Ginevra e i cavalieri incrociavano le spade in mille battaglie.

 

Ricordo che una sera un anziano cliente, qualificatosi come professore di storia medievale, le ha analizzate attentamente sotto lo sguardo preoccupato di Peppe.

“Queste sono corazze originali, Peppe!”, ha sentenziato alla fine del suo scrupoloso esame. “Dove le hai trovate?”.

Peppe ha sorriso alzando le spalle. “Me le ha vendute un rigattiere di passaggio. Ma sono solo delle repliche”.

“Ma quali repliche! Queste sono le armature dei famosi cavalieri Templari! Il più potente ordine medioevale, nato e scomparso misteriosamente. Si narra che furono loro a trovare il Santo Graal!”

Ho visto Peppe impallidire ed invitare il professore ad abbassare la voce. “Lei si sta sbagliando. Io non so neanche chi siano questi fantomatici Templari”.

“Ma come? Si narrano infinite leggende sul loro conto. Pare che tra le rovine del Tempio di Salomone i Templari abbiano scoperto dei documenti dai quali si proverebbe che Gesù sia sopravvissuto alla crocifissione, si sia sposato con Maria Maddalena e ne abbia avuto dei figli. Per tale motivo furono accusati di eresia e barbaramente uccisi, dopo tremende torture, dalla Santa Inquisizione”.

Più il docente parlava e più Peppe si innervosiva. “Professore, lei ha bevuto troppa birra stasera. La smetta di raccontare fandonie e se ne torni a casa”.

“Ma quali fandonie! Questa è storia, caro mio! E le dirò di più, in realtà pare che l’eresia sia stata solo una scusa. Di fatto la Chiesa voleva impossessarsi del tesoro che i Templari, nel corso degli anni, avevano razziato da ogni parte. Ma malgrado le torture a cui furono sottoposti, nessuno di loro parlò e quindi…”.

“Basta! Esca di qui e non si faccia più vedere!”, ha urlato Peppe e, facendosi aiutare dall’addetto alla braceria, un uomo alto e grosso con due spioventi baffoni, lo ha spinto fuori dal locale.

Da allora gli ha vietato l’ingresso e ci ha ordinato di non fare menzione con nessuno di questo episodio. Sicuramente aveva ragione Peppe, quell’uomo doveva essere per forza ubriaco.

 

Ma torniamo alla descrizione del locale. Peppe ha unito l’ambientazione medievale con elementi di puro stile horror. Figuratevi che sul pavimento in pietra lavica ha messo delle teche di vetro dove ragni, tarantole e vedove nere passeggiavano nervosamente. C’è anche una salamandra del deserto. Non mancano i serpenti, tanti serpenti velenosi e viscidi che strisciavano sul vetro, sotto i piedi degli allibiti clienti. Per non parlare, infine, dei teschi. Teschi ovunque.

Ricordo la prima volta che sono entrato là dentro. Ho pensato: “Che posto di merda! E chi ci viene qui a mangiare e bere?”. E invece aveva ragione Peppe. L’HERETIC PUB è un locale figo, caratteristico e unico nel suo genere! Ogni fine settimana è frequentatissimo.

Diciamo anche che si mangia da dio. Piatti poveri, semplici, naturalmente ispirati a quell’epoca, ma gustosissimi. La braceria inoltre offre sempre carne fresca e appetitosa.

E vai con fiumi di birra. Qui è possibile trovare birre per tutti i gusti, dalle classiche a quelle artigianali.

 

Ora voi mi direte: “Sì, queste cose le conosciamo, ma vogliamo sapere cosa è accaduto quella tragica sera e che fine ha fatto Peppe”.

Io non posso far altro che ripetervi la stessa storia che avrei raccontato ai Carabinieri semmai me l’avessero chiesta, ma anche voi, come loro, non mi crederete.

 

Come ogni sera, anche quel venerdì io e lui stavamo recandoci al locale. Ricordo che era una notte senza luna e noi ci affrettavamo attraversando il viale stretto e spoglio che porta al ponticello in legno sovrastante lo stagno putrido, quello dove sguazzano rospi gracidanti. Eravamo in ritardo. Peppe aveva avuto un contrattempo. Il locale a quell’ora era già gremito di gente desiderosa di riempirsi la pancia e dissetarsi con litri di birra.

Io avevo una strana sensazione, chiamatelo, se volete, un presagio.

“Gigi tutto bene?”, mi chiese Peppe con gli occhi bassi sulla strada.

“Bene, bene”, pensai tra me. Non volevo percepisse la mia preoccupazione.

Le urla improvvise e strazianti che rimbombarono all’improvviso dall’interno del locale ci ghiacciarono il sangue nelle vene. Cosa stava accadendo? Una rissa? Un ubriaco che dava fuori di testa?

Peppe si girò verso di me, aveva il volto pallido e lo sguardo allucinato. Aprì la porta del pub e disse: “Gigi, rimani qua e non ti preoccupare. Vedrai andrà tutto bene”.

Io invece non potei fare a meno di seguirlo e così spalancai la porta dell’inferno.

Uno spruzzo di sangue mi arrivò subito agli occhi rendendomi momentaneamente cieco. Con le urla che riecheggiavano nelle orecchie, riuscii a pulirmi gli occhi e finalmente potei rivolgere lo sguardo su quel macello. Una scena agghiacciante! Uno scenario di guerra!

Le armature avevano preso vita! Lo so che sembra assurdo, ma vi giuro che è vero! Brandivano le loro spade nell’aria per poi calarle senza pietà sulle teste degli avventori. Schizzi di sangue, teste e arti mozzati volavano dappertutto. Le pareti erano imbrattate di grumi vermigli e budella fumanti. I pochi sopravvissuti che tentavano la fuga, scivolavano miseramente sulle pozze di sangue che si allargavano sul pavimento.

Vidi la cuoca distesa a terra che ansimava colta da spasmi. Le mancava mezza faccia finita chissà dove in quel mattatoio. Peppe tentò di soccorrerla.

“Cosa è accaduto?”, le chiese trafelato.

“Il professore”, sussurrò lei mentre il sangue le fuoriusciva a fiotti dalla labbra tranciate. “È ritornato il professore… Ha rotto la teca di vetro dove ci sono i serpenti… Ha trovato una botola… Ha detto che lì era nascosto l’oro del Templari e a quel punto… a quel punto le armature si sono animate, sono scese dai loro piedistalli e…”. La donna spirò tra le braccia di Peppe senza riuscire a finire la frase.

“Fermatevi Cavalieri!”, urlò allora Peppe alzando le braccia in alto.

Solo dopo aver trapassato con la lancia il collo dell’ultimo sopravvissuto, le armature lo circondarono silenti.

“Fermate questo massacro! Ve l’ho giurato sulla mia anima! Il vostro tesoro non sarò rubato da nessuno e il segreto rimarrà inviolato! Non accadrà mai più che qualcuno…”.

No, neanche il povero Peppe riuscì a ultimare la supplica. Un fendente lo decapitò e la testa mozzata fu issata sulla punta di una lancia nel mentre tutti quegli spettri in armatura sbattevano le spade sugli scudi generando un frastuono demoniaco.

 

Questa fu l’orrida fine del povero Peppe.

Lo so, gli investigatori dopo aver brancolato nel buio per mesi, conclusero che si trattò di un attacco di follia di massa. Ipotizzarono anche che la povera cuoca avesse messo delle sostanze allucinanti nella birra. Ma quella che vi ho raccontato, per quanto appaia assurda, è la verità.

Che cosa ha scatenato la furia di quelle statue messe lì come abbellimento di un semplice locale in stile medioevale?

Non lo so con precisione, però oggi, come vedete, sono nuovamente al loro posto, immobili nelle loro lucide armature. Vi consiglio di ammirarle senza avvicinarvi troppo.

Vi consiglio soprattutto di evitare accuratamente di causare alcuna lesione alle teche di vetro sul pavimento che contengono le orride creature striscianti. Non toccatele. State lontani soprattutto da quella con i serpenti.

Io vi ho avvisato! Sono l’unico superstite della strage dei Templari.

E non chiedetevi come mai mi hanno risparmiato… lo sapete, io sono solo Gigi… il parrocchetto dell’HERETIC RISTO PUB.
 

Antonietta Molinaro

 


 
 

4 pensieri riguardo “La strage dei Templari

  • Febbraio 5, 2017 in 7:32 pm
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    Bellissimo racconto!!Pieno di misteri affascinanti che lasciano il desiderio di un secondo capitolo!!!

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    • Febbraio 6, 2017 in 11:18 am
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      Lo diremo all’autrice.
      Grazie mille.

      Risposta
  • Febbraio 4, 2017 in 7:48 pm
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    Molto scorrevole e tinto di sfumature esoteriche.
    Piacevole e vivido

    Risposta
    • Febbraio 5, 2017 in 11:29 am
      Permalink

      Grazie mille

      Risposta

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