Dead Ahead – vol01 – recensione

DEAD AHEAD, un fumetto zombesco recensito (e bruciato) da Nicola Furia.


 

15003415_10209494826320463_1362574992735948084_oDEAD AHEAD – Volume 1 un mare di morte

scritto da: Clark CASTILLO  e Mel SMITH – disegnato da: Alex NINO

colori di: Moose BAUMANN, Steve OLIFF e Tom SMITH

(SALDAPRESS editore)

 

 

 

 

 


Recensione di Nicola FURIA

 

Ve lo dico subito, non sono riuscito ad arrivare alla fine. Non pensiate che mi sia arreso subito. Ho tentato con tutte le mie forze e, con sprezzo del pericolo, mi sono imposto di andare avanti… ma alla fine, quando mancavano una decina di pagine, stremato, mi sono arreso.

Mi sono arreso davanti a questo fumetto insulso che si svolge all’interno di uno yacht dove i protagonisti rimangono bloccati e impossibilitati ad ormeggiare in seguito alla pandemia zombie.

Le pagine sono costellate da didascalie, riportanti la voce narrante del comandante della nave, che risultano pompose e ridondanti ricordando quelle dei racconti dello zio Tibia (che, se fosse stato fatto apposta – come per esempio ne “Le storie del Vascello Nero” in WATCHMEN – non sarebbe stato male… ma così non è).

Ma quello che per me è stato insopportabile è il disegno. L’artista inizia anche bene, forse con il tratto un po’ troppo spigoloso ma tutto sommato piacevole.

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copyright Saldapress editore

Ma andando avanti si scende nel baratro della follia e le illustrazioni si tramutano in un delirio ingestibile e incomprensibile. Le prime avvisaglie si hanno con l’apparire degli zombie, che sembrano usciti da un cartone animato di Bugs Bunny.

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copyright Saldapress editore

In breve i disegni si ampliano a dismisura occupando l’intera pagina e il caos regna sovrano! Le tavole appaiono confuse e incasinate e i personaggi, squilibrati e sproporzionati, si fondono tra loro in maniera schizofrenica e iperdinamica fino a formare un quadro allucinante e pastrocchiato dove le immagini non corrispondono neanche più con le didascalie. E tu vieni trascinato violentemente in questo trip smarrendo il senso e la misura.

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copyright Saldapress editore

Ho lottato con me stesso per arrivare alla fine, ve lo giuro! Ma quando mi sono reso conto che stavo subendo danni seri alla corteccia cerebrale ho mollato l’opera lanciandola, con un arco perfetto, nel dimenticatoio.

Peccato per i colori…erano fantastici!

Nicola Furia


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