defeale va a Lucca Comics & Games 2016

Abbiamo mandato il nostro camaleontico defeale alla fiera del fumetto più importante d’Europa.


 

defeale va a Lucca ’16

di Alessandro De Felice

 

Anche quest’anno sono andato alla mastodontica fiera italiana del fumetto e del gioco: Lucca Comics & Games. Più che una fiera è un gigantesco marasma di persone sudate che sgomitano tra loro; il tutto ti avvinazza ed esalta a livelli altissimi, in stile LSD primi anni ‘60. Senza saperlo, ti ritrovi a far parte di una chilometrica fila per un sorso d’acqua. Almeno questa volta non sono morto di sete. La prendo come una vittoria.

Entrando nel  vivo della manifestazione, i nostri cari zombie dominano incontrastati da un paio d’anni. Vi dico che questa non è proprio una bella cosa da vedere, in linea di massima.
Come fan, mi sento un po’ stuprato.

Oltre ai vari cosplay, belli o brutti non cambia, in molti punti della città si potevano trovare delle vere e proprie “esposizioni” di vari generi di zombie.

Un baluardo era dominato interamente dalla Umbrella Italian Division, e, oltre al solito spettacolo di alto livello teatrale che annualmente aggiunge sempre nuovi dettagli, potevi interagire con parte della scenografia:
– elicottero (finto) con rotore girevole;
– una gigantesca scure piantata su un autobus al cui interno erano collocati zombie pendolari;
– mezzi militari (Hummer) con armi in quantità esagerata;
– maschioni “muscolarmente definiti” e armati fino ai denti, per la gioia dei più;
– cosplay dei vari personaggi della saga;
– poche tette zombie…

In pratica, selfie a non finire per il fan che non deve chiedere mai.

Oltre a questo show, c’era anche uno stand in cui i maestri del make-up ti zombizzavano, ma lì la fila era infinita. Un vero peccato!

Molto carino come ogni anno, indubbiamente si notava l’enorme lavoro organizzativo che vi era dietro, cavalcando l’onda del nuovo film della saga in uscita, Resident Evil: The Final Chapter. Ma a me non piace molto tutto questo, quindi “testa china e passo svelto”.

Subito dopo c’erano i ragazzi di Fantasia Sogno e Realtà e Zombie walk Italia con lo stand Survivor Z e Zombicide, un vero e proprio survival horror dal vivo, anch’esso con la possibilità di farsi zombizzare da abili truccatori. Estremamente curato in ogni particolare.

Come sopra, rapida occhiata e via verso nuove avventure.

Scendendo dalle mura e immergendomi all’interno della città, l’organizzazione dei vari editori e media ha sostenuto claustrofobicamente la causa del non-morto.

Una delle prime cose che ho odiato sin da subito: lo stand della FOX Italia.

Un intero capannone con la gigantesca faccia di Rick Grimes e Kyle Barnes situato all’interno della Piazza Anfiteatro. Oltre venti minuti di fila, la più corta in cui mi sia trovato, solo per voler stare in compagnia di quattro figuranti vestiti da zombie (belli), uno schermo con una demo in loop delle varie serie trasmesse dall’emittente e gli stessi fumetti di The Walking Dead onnipresenti.

Questo ossessivo merchandising mi ha fatto riflettere sull’abuso che il nostro caro zombie ha subito.

Vedere un cosplay zombie agitare una katana sulle note dell’Esorcista, nuova serie carina comprata dalla FOX, mi ha steso per il disagio… Dove diavolo sono tutte le altre serie? Dove sono American Horror Story e Outcast che venivano pubblicizzati in video?
Sono quasi tutti orribili, non vi è dubbio alcuno, però esigere almeno una bubblehead della bambina che vomita la vellutata di piselli… non mi sembra chiedere il massimo.
Chi dovevo uccidere per avere un gadget di qualsiasi altra serie che non fosse The Walking “BORED” Dead?
Non l’ho capito e sono uscito deluso insieme alla mia nuova tecnica di avvilimento “testa china e passo svelto”.

Il mondo del fumetto è unico e vero interesse che smuove il sottoscritto a fare più di 450 chilometri in auto alle 5 del mattino, 5 giorni a pane e acqua e 8 ore di sonno totali.

E sono un masochista recidivo.

La casa editrice Saldapress quest’anno ha ospitato Charlie Adlard, il secondo disegnatore di TWD, offrendo il nuovo campionario di copertine variant da far firmare. Notevoli come ogni anno. Anche la Sergio Bonelli Editore ha creato un kit personalizzato in stile zombie per il trentennale di Dilan Dog, contenete il numero uno “edizione speciale” e un sacco di paglietta. Personalmente non sono uno squalo di Ebay, quindi, rispettando il resto del mondo, me ne sono fregato altamente puntando invece alla vasta gamma di editori e opere meno conosciute o sconosciute che prevalentemente hanno svuotato le mie finanze.
Anche perché, parliamoci chiaro, cosa spinge un amante del fumetto a visitare una fiera se non per scoprire le piccole novità che altrimenti non troverebbe da nessuna parte? Per le raccolte in volumi cartonati, di fumetti che già posseggo singolarmente, o per ricevere firme di autori, solo se acquisti in prevendita un mega-pack, che altrimenti puoi vedere col cannocchiale… Francamente è il genere di cose che non m’interessa minimamente trovare in una fiera. Per tutto questo c’è Amazon, spendo pure meno e sto comodamente a casa.
Oppure sono sempre un tizio orribile?
Rimango col dubbio.

Comunque, tornando a noi e al discorso di prima sulle altre realtà editoriali, potevo farmi sfuggire perle come “10000 Zombie” edito e tradotto dalla Logus Edizioni?
Questa volta la domanda è praticamente inutile.
Credo sia un gioiello zombesco di una genialità gigantesca, forse l’acquisto che mi ha più appagato dell’intero campionario di compere. Una macabra galleria di non-morti nella quale David Hartman ha saputo racchiudere 10.000 zombie unendoli ad altrettanti 10.000 racconti di Alexander Cox, grazie ad uno stratagemma che supera il genio.
Il libro consta solo di quarantotto “pagine”. Questo è il momento nel quale vi scervellate in relazioni algebriche o andate a trovare la soluzione su internet… INVECE DI COMPRARLO IMMEDIATAMENTE!
Ovviamente non vi svelo nulla, essere orribile è quasi una vocazione.
Lo stand della Logos Edizioni era una ipnotica calamita scoperta quest’anno con somma gioia.

Sono passato a salutare gli amici della Noise Press, persone semplici e gentilissime, dove ho acquistato il terzo capitolo di un sempre più avvincente Dead Blood. Semplicemente magnifico! (fumetto a cui ho già concesso una personale recensione)
Consiglio anche l’acquisto di A Sort Of Fairytale, un post-apocalittico con delle spietate e feroci bestie mutate che oramai governano un mondo distrutto dall’ego umano. Un action strano, a metà tra il “puccioso” e lo splatter, in grado di stregare grazie al tratto della sua illustratrice Ludovica Ceragatti e alla trama di Paolo Maini.

Spostandomi presso l’Associazione Allagalla, era possibile trovare i tre volumi di Rotten. Serie che ho acquistato qualche anno fa, segue le gesta di due agenti governativi in un distopico Far West romeriano.
Novità di quest’anno erano i Ripudiati, fumetto western-zombie all’italiana, partorito dalla penna di Victor De Paoli e dalle matite di Davide Di Vincenzo.
Saranno pure fissati con i cowboy del Far West questi della Allagalla, ma complessivamente è un’epoca che mi affascina.

Andando oltre il solito sottogenere, ma rimanendo nell’horror, ho svuotato il mio caveau personale facendo scorta per l’inverno. Troppi nomi e editori che ho scoperto in questi 5 giorni di orgia culturale. Forse farò alcune recensioni separate, in un prossimo futuro.

Complessivamente una fiera “sentita” come ogni anno. Il numero di appassionati ha toccato il picco giorno 31 (domenica), rimanendo intorno al 60% degli 80000 biglietti giornalieri venduti negli altri giorni. Soglia di vivibilità fortemente voluta dall’organizzazione, oltre la quale c’è il punto di fusione tra le masse umane e si rischia di creare un unico “blob” unto, capace di snodarsi tra i vicoletti della città fortificata. Questa sensazione — normalità fino a due anni fa, che temprava lo spirito e il senso di suicidio — ormai è stata sostituita da un concetto di fiera più accessibile e dinamica.

Ho contato 135 cosplay di Harley Queen e 25 di Negan, un buon risultato per l’originalità che si insinua nella mente delle nuove generazioni.

 

Alessandro De Felice (defeale)

 


 

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