Z-AREA – pilot – recensione

Gli amici di Z-Nation Italia hanno sfornato finalmente il pilot di Z-Area. Il nostro Michele Borgogni si è subito goduto la visione.


 

 

 

 

Non è mia abitudine prodigarmi in complimenti eccessivi per produzioni che devono ancora essere lanciate, ma stavolta farò un’eccezione. Il pilot di Z-Area, il progetto tutto italiano di sognihorror.it e Blackduck Movies, è sensazionale. Ispirato a Z-Nation, scritto da Emanuele Mattana e Marco Lamanna (anche regista), è con mia grande sorpresa a prima vista indistinguibile da una qualsiasi produzione internazionale. Anzi, ce ne fossero di così efficaci… La fotografia è splendida, le location scelte non sono affatto banali e risultano perfette per la storia narrata, gli attori sono espressivi, i dialoghi sono curati (“no more fish’n chips” è una battuta azzeccatissima), persino le musiche, lato spesso tralasciato nelle nostre produzioni, si sposano benissimo con le immagini che vediamo passare sullo schermo.

Il pilot dura solo dieci minuti e quindi è difficile dare una valutazione oggettiva sulla storia, ma lo stile e le tematiche sono quelle che abbiamo imparato ad amare con la serie di SyFy. Abbiamo quindi vari tipi di zombie che convivono insieme, lenti e goffi e più veloci e feroci… insieme anche a qualche sorpresina ancora più originale. Il tono è scanzonato quanto basta, il ritmo promette di essere incalzante. Anche il trucco riprende quello che vediamo nella sere tv prodotta dalla Asylum, e la qualità degli zombie di Z-Area è altissima.

Tra i nomi coinvolti nel progetto anche un personaggio piuttosto noto nel mondo del cinema indipendente italiano come Micheal Segal (Anger of the Dead, Zombie Massacre 2). I protagonisti sono volti nuovi, ma sia Romeo Tofani (Charles) che Alessandro Cerri (Bronson… sì, Charles e Bronson!) si dimostrano bene all’altezza della parte, così come la bella Luz Beatriz (Maya).

Il pilot vede Charles e Bronson uccidere zombie nelle campagne, quando vedono Maya inseguita da uno di quelli veloci. I due corrono nel bosco per salvarla, raggiungendola all’ultimo istante utile. La ragazza sviene, ma al suo risveglio saprà restituire il favore avvisandoli di una minaccia della quale non si erano accorti…

La produzione sta cercando finanziamenti per proseguire la serie, scontrandosi ahimé con le ben note difficoltà che lavori del genere continuano ad incontrare in Italia. Io faccio il tifo per loro, perché qui il livello è veramente altissimo.

Ma… c’è un ma.

Capisco che produzioni del genere si rivolgano ad un pubblico anglofono più che italiano, ma la scelta di girare in inglese è a mio parere l’unico difetto di Z-Area. Gli attori ce la mettono tutta ma si sente benissimo che non è la loro lingua, ed alcuni errori nella pronuncia sono decisamente marchiani. Forse sarebbe stato meglio girare in italiano e mettere sottotitoli inglesi, scelta che ha premiato in passato produzioni simili di paesi non anglofoni. E’ un consiglio per il futuro e chissà, la nostra lingua potrebbe attrarre finanziamenti inaspettati nel nostro paese… Comunque, promossi a pieni voti!

 

 

Michele “viva l’Asylum” Borgogni


 

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