Fumetti di zombie : Mors Tua

ILOVEZOMBIE inaugura una nuova rubrica sui fumetti! Iniziamo con MORS TUA, un fumetto zombesco made in Italy recensito (e demolito) da Nicola Furia.

 

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MORS TUA di Andreozzi e Lucarelli – Douglas Edizioni

Recensione di Nicola Furia

MORS TUA… (ma poena mea!)

Essendo un fautore sfegatato dello zombie made in Italy (perché l’apocalisse deve sempre scoppiare a New York o a Los Angeles e mai a Zagarolo o a Bitonto?), sono sempre alla perenne ricerca di prodotti letterari che descrivano lo “zombie de noantri”.

Amando il fumetto, poi, mi sono imbattuto in MORS TUA, prodotto da Douglas Edizioni, nato dalla collaborazione di Giuseppe Andreozzi (per i testi) e Giovanni Lucarelli (per i disegni).

Leggendo nei lanci pubblicitari che “la serie vanta un’ambientazione tutta italiana e, pertanto, possiamo dare un felice addio alle manie di protagonismo a stelle e strisce”, con spirito patriottico, ho subito ordinato i primi tre volumi.

Ve lo dico subito: la delusione è stata cocente.

Personalmente non amo il disegno “sporco”, dove i tratti di personaggi e ambientazioni sono stilizzati o appena accennati (anche se in tal caso la ruvidezza dei disegni è ammorbidita dal calore dell’acquarello), ma questo è un fattore soggettivo. Quello che invece ritengo oggettivamente scadente è la trama.

Sì, lo so… oramai il settore zombie è inflazionato, per cui… “che te poi inventà?”. Però un minimo sindacale di intreccio narrativo che sia in grado di appassionare il lettore è necessario… anzi obbligatorio. Qui invece è calma piatta su tutti fronti e la vera piaga che affligge l’umanità rappresentata nel fumetto non sono gli zombie… ma la noia che incombe sovrana.

Per quanto riguarda la paventata “ambientazione italiana”: è inesistente! Se togli i nomi dei protagonisti, non ti accorgi minimamente che stai leggendo una storia ambientata nel nostro Paese. Quasi tutte le vignette, infatti, sono senza sfondo e quelle che ce l’hanno si svolgono all’interno di comuni casolari di campagna. Insomma, guardando le immagini, la vicenda potrebbe anche essere ambientata sulla Luna.

Gli zombie, poi, sono mera carta da parati. Si intravedono svogliatamente ogni tanto, giusto per rispettare il contratto con il lettore che ha acquistato il fumetto solo perché attratto dal genere.

I personaggi principali sono scialbi, comuni, senz’anima. Dopo che hai finito la lettura, te li sei già scordati. I dialoghi sono senza alcuna verve, lenti, banali… e pallosissimi.

Non c’è pathos, non c’è splatter, non c’è azione…non c’è nulla! Combattendo una strenua lotta contro il sonno, segui annoiato questi sopravvissuti che si muovono lentamente in un mondo distrutto (che tra l’altro non vedi MAI!)

Ma dove è finita la nostra famosa e invidiata creatività? Possibile che non siamo capaci di partorire fumetti che possano gareggiare con manga del tipo I AM HERO, HIGHTSCHOLL OF THE DEAD, RESIDENT EVIL – MARHAWA DESIRE, o con comics anglosassoni del tipo CROSSED, RAISE OF THE DEAD, 68?

Triste e sconsolato, in attesa di tempi migliori e per non perdere le speranze, mi rileggo la saga di RAT MAN (The walking rat) del buon Ortolani e DODICI di Zerocalcare… che tristezza!

 

 

Nicola Furia

 


 

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