Bukowski non è morto : il paradosso temporale del 1943

Bukowski, il Punitore, i nazi vampiri e ovviamente gli zombie in un imperdibile racconto sublime e surreale di Massimo MIRANDA.


Poco tempo, troppe cose da fare

tempo bastante?

 Un ossimoro.

La fine del mio tempo avverrà esattamente tra 34 giorni. Cioè 776 ore o 50.326 minuti eccetera. Dei secondi, meglio non parlarne, meglio non fare calcoli. Sembrano molti, 34 giorni, ma non lo sono.

Tu pensa che spesso a questo numero di ore devi togliere le giuste pause e, d’estate, il caldo soffocante del tempo. E poi gli imprevisti. Le tasse. Le multe. Le piccole miserabili vendette di dio. Gli stronzi.

Ad ogni modo, questo è il romanzo, il mio ultimo romanzo dopo Pulp. Il romanzo dei miei ultimi 34 giorni prima di una conclamata pazzia. Salvo imprevisti. O di una finalmente accettata MORTE.

 Chiamiamolo racconto breve, va’, e iniziamolo così:

Ce ne sono tanti, là fuori. Hanno avuto nomi diversi, nel tempo: ghoul, vurdalak, strigoii, upyr, lamia, il golem. E c’è una lotta fra di loro.

Mi sembra di sentire le loro voci,

 «Sono il lupo cattivo», dicono più o meno tutti, e di notte,… di notte si leva il vento che fotte.

Alcuni sono lenti, altri velocissimi e voraci.

Non li sentirai neanche arrivare. Ma ci sono. Sono ovunque, oramai.

Questa storia ha un inizio, dicevo.

Qualcuno sostiene che i primi “avvistamenti” risalgono al 1994, ma tutto sommato, le cose, allora, furono tenute sotto controllo. La tecnologia fece ulteriori salti in avanti, portandoci a quel che siamo ora, delle controfigure in Matrix.

(A volte mi chiedo se proprio la tecnologia non abbia dato l’ultimo scossone all’umanità, rendendola cieca di fronte ai pericoli che pure si stavano palesando).

Gli umani. Tutto è cambiato in fretta e noi non ce ne siamo resi conto. Il commercio ed i trasporti li hanno collegati come mai in passato, ed è così che l’epidemia si è diffusa ovunque in modo rapido…

Gli umani hanno creato un mondo di contraddizioni. Hanno cancellato le distanze fisiche e al tempo stesso ne hanno create altre, fisiche ed emotive.

Più estendevano il loro raggio d’azione su tutto il pianeta, più desideravano ritirarsi in se’ stessi.

I governi all’inizio cercarono di lavorare in relativa segretezza, ma invano, mentre le loro popolazioni erano occupate a pensare a questioni personali.

E’ per questo che, invece di essere stata l’intera razza umana ad andare in guerra, sono state solo le leadership a rispondere, mentre il resto di loro se ne andava al centro commerciale, strafottendosene.

(Estratto, da Extinction Parade, Guerra, riflessioni della vampira malese Laila, di Max Brooks)

Comunque ci siamo.

Stanotte arriveranno pure i vampiri.

Pare che il paradosso temporale ci abbia catapultati in pieno 1943, e i militari sono convinti di trovarsi ancora in piena seconda guerra mondiale.

La zona compresa tra Napoli e i “mazzoni”, nello scacchiere di guerra è diventata fondamentale per l’esito finale, vallo a capire perché. Io non ne capisco niente di queste stronzate, so solo che gli esseri umani sono viscidi, incazzosi, meschini e vendicativi, ma stavolta hanno trovato animali anche peggiori di loro, e cioè ZOMBI e VAMPIRI.

L’ESERCITO DEI NON-MORTI.

Il cielo si è tinto di rosso, è tutto uno sbranare e dilaniare, le strade sono fiumi in piena, pieni di sangue.

Tutto quel circo di nani e ballerine, appassionati di macrobiotica e meditazioni sbagliate, scommesse in borsa, assassini, strozzini, speculatori, dirigenti bancari, appartenenti alla massoneria, gente dedita al porno minorile, capi di stato e pecore a seguire, papponi, sciacalli, fanatici religiosi, hezbollah, arrivisti e segaioli, stava per essere spazzata via da qualcosa di più grosso.

C’è sempre qualcosa di più grosso.

In agguato, all’ombra dei secoli.

E spesso restare acquattati nell’ombra non serve.

A me non è bastato cercare di evitare le loro bandiere.

Le forze alleate, inglesi, americane e quel che restava dell’Eurogendorf, si erano attestate nel palazzo reale della Reggia di Caserta, ma i NAZI-VAMPIRI stanotte avrebbero scoccato, agli ordini del loro sovrano Harlan Draka, quello che poteva essere l’attacco definitivo contro la Resistenza.

Pare che i militari siano stati autorizzati all’uso di armi nucleari tattiche per fare terra bruciata, e così, in questo buco di culo del mondo, cin!

Comunque vada, saremo fottuti.

Niente più passero rosso, Chinaski.

Situazione attuale: San Pietroburgo è caduta. Parigi, nuclearizzata. Londra, resiste, ma i segnali che arrivano dall’isola sono sempre più preoccupanti. Il Sudamerica è perso. Rio de Janeiro, Buenos Aires, Lima.

New York, distrutta.

Gli umani sono riserva di cibo per i vampiri, che li hanno strappati dagli artigli dei non-morti per ficcarli in campi di concentramento, nel freddo Nord America, tra Toronto e Montreal, come mucche da mungere.

In ogni caso, vuoi o non vuoi, la battaglia definitiva, stanotte, avverrà qui.

A Ca-ser-ta!

 E chi se l’aspettava?

Il calcolo delle probabilità recitava Kuala Lumpur, Tailandia, Nuova Delhi. Oppure Shangai. Oppure Pechino.

Pensando a ciò che era avvenuto a Fukushima, si poteva scherzare su GAMERA e GODZILLA.

E invece siamo qui. Con gli umani che dispongono di esseri potenziati, una specie di AVENGERS del tipo Doc Samson, dei minihulk… e stanotte salteremo tutti in aria.

Che il cielo mi fulmini se mi sentirete mai parlare di stelle, di cielo e di amore, in questi ultimi giorni, un mese da 34 , quasi 800 le ore, i minuti eccetera, la fine.

Il PUNITORE nel frattempo è sceso per strada e sta facendo strage di zombi. Presto la lotta diventerà feroce combattimento casa per casa, userà di tutto, pugnali, picche, mazze ferrate, beretta calibro 9, ed io potrò dirgli, dal secondo piano: «lasciami qui, voglio rotolare come l’ultimo giocattolo oltre il piano di questo tavolino tra le lenzuola ed i suoi capelli neri » eccetera,..

Ma sono morto nel ’94, ed ho le traveggole.

Difatti, l’unica che mi appare da un po’ è la Morte, la vedo seduta in macchina, potrebbe avere una Ferrari oppure una vettura extra lusso ed invece è seduta in una punto grigia del 2009 e veste di rosso o di nero, non ne ha bisogno, è formosa e straripante, ed io, da buon albero stagionato, posso solo offrirle una birra o due.

Spesso la estraggo dal mio taschino, le faccio una carezza e le dico:

«Ehi, bellezza, come va?»

 Sono sicuro che prima o poi verremo fuori dal muro, Come legno stagionato,

Lei schiocca le dita e mi strizza quel che resta del cuore o cos’altro,

Così, giusto per ricordarmi di come transito effimero nell’esistenza.

Frank Castle, il PUNITORE, si è rinchiuso nell’appartamento 1/B scala a, e sta preparando munizioni e lame. Gli zombi gli stanno sfasciando la porta d’ingresso ed io mi trovo al secondo piano, con una confezione da 3. Poca roba. Sono le 6 e 25 del pomeriggio, c’è ancora tanta luce, e intorno alle nove arriveranno i NAZI-VAMPIRI.

Per allora saremo già stati divorati e digeriti.

La previsione dei 34 giorni sta andando a farsi fottere, vedi alla voce: “imprevisti”.

Nella mia prossima vita voglio essere un gatto, dormire venti ore al giorno, e grattarmi il culo per tutto il tempo che resta.

Se le élite mondiali hanno prodotto questa merda, beh, qualcosa con gli umani non ha funzionato. L’essere umano ha partorito se’ stesso sempre più stronzo, e si è evoluto in merda.

Dei vampiri non ne so tanto.

Credo siano dei diavoli. Ma dio non è che sia migliore di loro: anzi, a questo punto, direi che posso pure fare il tifo per loro, ce li meritiamo, i vampiri.

Frank Castle non è d’accordo, e continua a sparare come un matto.

…Perché non ci diamo un taglio, amico mio?

 

 

Massimo Miranda

 


 

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