Omega Days – recensione

Una nuova Recensione Letteraria a cura di Igor Zanchelli. Questa volta ci parlerà di OMEGA DAYS


 

omSINOSSI

San Francisco.

Padre Xavier Church ha passato la vita tra i diseredati della città e ne ha viste di ogni sorta. Ma nulla di ciò che ha incontrato è paragonabile all’orrore cui si trova davanti: l’immondo pasto di una suora zombie che azzanna il volto di un suo confratello…

La stessa scena cui assiste Skye Dennison, una giovane studentessa che vede divorare i genitori sotto i suoi occhi. E non è che l’inizio…

Nessuno sa da dove sia giunto il Virus Omega, ma presto si diffonde dovunque e la baia di San Francisco si popola di otto milioni di morti viventi. Solo i più veloci, i più forti, i più astuti e spregiudicati sopravvivono.

Almeno per un po’…

 

 

Editore: Mondadori (5 aprile 2016) 381 pagine Collana: Oscar fantastica Lingua: Italiano

ISBN-10: 8804663847 ISBN-13: 978-8804663843. Prezzo: Ebook 6.99 €. Brossura: 14,00 €.

 


 

La nostra recensione

 

 

Iniziamo col dire che questo volume non è autoconclusivo. Il finale (che a mio avviso non c’è) lascia intendere che esiste un seguito ed infatti, spulciando in rete, ho trovato Ship of the Dead (Omega Days Novel), non ancora tradotto in italiano e che dovrebbe essere il sequel.

 

Il volume narra la storia di alcuni sopravvissuti: l’incontro con gli zombie, la lotta per la sopravvivenza, il cammino verso una meta che dovrebbe essere sicura, ma che non si sa se esiste né in che condizione si trova. Questi personaggi rappresentano i tipici stereotipi americani; vi troviamo il ragazzo problematico, l’uomo d’affari, la patita delle armi, la bionda liceale, il galeotto, il reverendo imbonitore, l’opportunista, il semplice criminale. In sostanza l’autore sembra voler analizzare la società americana nella sua molteplice struttura.

 

Accanto a queste figure di riferimento, ruotano dei personaggi secondari che in poche pagine si presentano, alcuni ci emozionano e poi spariscono; presenze effimere che nulla tolgono o aggiungono alla storia. Quasi a significare che se la vita è un’esistenza anonima e mediocre, si rimarrà anonimi e mediocri anche nella morte, e soprattutto non si sarà in grado di lottare per la sopravvivenza.

 

I personaggi principali vengono raccontati separatamente durante il loro viaggio; viaggio che li porterà poi ad incontrarsi, fatalmente, tutti in un unico luogo. Durante il tragitto scaveranno  a fondo in se stessi e si scontreranno con i propri demoni interiori, tirando fuori tutta la voglia di sopravvivenza. Alcuni saranno in grado di affrontare l’incubo che stanno vivendo, operando scelte e compiendo azioni che mai avrebbero pensato di fare; altri invece si arrenderanno e, inesorabilmente, andranno ad ingrossare le fila di questo nemico oscuro e letale. Altri ancora impazziranno e nella loro follia tenteranno di sopravvivere, superando in brutalità gli zombie.

 

La trama è un classico della letteratura di genere, nulla di nuovo. Anche i passaggi della narrazione sono ormai consueti e letti mille volte. L’ambientazione è quella tipica americana. Le descrizioni dei luoghi sono ottime, l’autore riesce a calarti nella realtà letteraria che descrive, riesce a farti vedere ciò che il personaggio guarda. Di contro gli stati d’animo e gli aspetti interiori dei personaggi sono appena accennati, il lettore deve costruirli da sé in base al contesto in cui vengono raccontati, risultando a volte di difficile interpretazione. Tuttavia la tensione generale che pervade il lettore è presente dall’inizio alla fine, calamitando l’attenzione fino all’ultima pagina. In questo l’autore è stato bravissimo.

 

Purtroppo, la presenza dei numerosi personaggi secondari rende un po’ difficoltoso tenere il filo della storia, così come saltare da un personaggio all’altro tanto spesso, costringe a fare mente locale su chi, cosa e dove stai leggendo.

 

Nel complesso il volume, pur non presentando novità eclatanti o invenzioni spettacolari, è scritto bene e curato ottimamente. Il giudizio resta pertanto sospeso in attesa di leggere il seguito.

 

Una lettura che si consiglia a chi è in “astinenza da zombie” e vuole aggiungere un’altra “tacca” alla sua biblioteca. È  altresì consigliato agli amanti dei canoni classici romeriani, qui presenti in tutta la loro rigorosa ortodossia.

 

 

Igor Zanchelli

 


 

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