Roma città morta – recensione

di Igor Zanchelli


 

romSINOSSI:

Tutto inizia con un virus di origine sconosciuta. Rapido e violento, come l’epidemia che ne segue. In breve tempo, una parola relegata fino a quel momento a un universo fittizio, “zombie”, diventa di uso comune, entrando a far parte della vita quotidiana della razza umana. Roma, barricata nelle sue antiche mura, è riuscita in qualche modo a sopravvivere sia al virus che all’orda di morti viventi, e i suoi abitanti sembrano aver trovato il modo di riorganizzarsi e tirare avanti. Provando a smettere di sopravvivere, per ricominciare a vivere. Marengo e Keison, scrittore il primo, disegnatore il secondo, hanno un unico compito: documentare ciò che vedono, descrivere la situazione all’interno della città, testimoniare la vita di chi è sopravvissuto all’epidemia. Ma più si addentrano nel cuore della città, più scoprono che le cose, lì dentro come all’esterno, non sono affatto come sembrano. E mentre le poche certezze vacillano e gli interrogativi si moltiplicano, i due protagonisti cominciano a chiedersi chi sia stato realmente a trasformare Roma in una città morta.

 

Editore Multiplayer.it. Pagine 172. ISBN 978-8863552980

 


 

Recensione

 

 

Un esperimento!

Definirei questo libro un esperimento. Idea carina e per certi versi innovativa, legare prosa e fumetto, ma il risultato non è stato dei migliori. Marengo scrive bene e Bevilacqua disegna meglio. Ma in questo volume, i due hanno combinato un pastrocchio che è di difficile lettura.

Compaiono delle bellissime illustrazioni di Bevilacqua qua e la nel testo scritto da Marengo, ma esse risultano essere degli intermezzi, inseriti per spezzare la monotonia della lettura e non, invece, come parte integrante del libro stesso.

La storia poi a mio avviso è incompleta, non ha un inizio e non ha una fine. Leggendolo si ha l’impressione di guardare un episodio di un serial, del quale non si è visto l’inizio. Personaggi appena accennati che rimangono pezzi a se stanti, in una storia che non gli appartiene. Poco pathos e coinvolgimento da parte del lettore.

È più una storia di horror leggero per adolescenti o comunque per chi si avvicina per la prima volta al genere. Il racconto in sé può essere anche interessante, ma va sviluppato e ampliato molto.

La nota positiva la si ritrova nella descrizione di Roma, fatta veramente bene capace di crearti immagini mentali di quello che è descritto; per il resto è tutto a metà.

In conclusione, sebbene ritengo che ogni libro debba essere letto, questa volta devo dire di farvi bene i conti in tasca, se avete del denaro che vi avanza e la voglia di leggervi qualcosa di veramente strano allora compratelo.

 

 

Igor Zanchelli


 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: