CAPUT MUNDI – recensione

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CAPUT MUNDI È UN LIBRO ALLUCINANTE!

Sì, è una storia sull’apocalisse zombie che devasta il pianeta terra, ma il lucido terrore che traspare dalle pagine di Gioachino Ventura non è causato dagli svisceramenti splatter che solitamente condiscono storie analoghe. Anzi, diciamolo subito, se qualcuno cerca in quest’opera sbudellamenti e amputazioni varie, lasci perdere! Si orienti su qualcos’altro. L’editoria è piena zeppa di storie insulse di zombie (tutte di matrice straniera) dove la vostra voglia di sangue a basso costo può essere pienamente soddisfatta.
Questo, invece, è un vero libro horror!
E, paradossalmente, seppure fa venire i brividi, sarà apprezzato anche da chi (soprattutto da chi) non sopporta le storie “di paura”.
E’ un racconto per palati raffinati dove la resurrezione dei morti è solo la causa per mostrare il vero volto dei nostri governanti. Un volto che nessun autore noir potrebbe descrivere in maniera così terrificante. Si tratta di un libro scritto da un Italiano che parla dell’Italia, mostrandocela crudamente in tutta la sua inefficienza, ipocrisia e ridicolaggine.
Potrete leggere un reportage cinico e spietato della cronologia di un apocalisse, raccontata segretamente da un oscuro servitore dello stato di nomina politica, un alto funzionario direttivo con l’attico ai Parioli, un costituzionalista esperto in affari interni… insomma uno di quelli che comanda veramente (perché è risaputo che nella nostra penisola sono i boiardi di Stato, i burocrati, i veri “super eroi”).
Questo anti eroe che ha speso la sua vita pre-apocalittica a tessere trame, intrecciare relazioni, rendere a noi commestibile tutta la merda che gli passava per le mani, quando scoppia il caos, è lì, come sempre, nella stanze del potere e assiste impassibile alle riunioni del Consiglio dei Ministri e a quelle del Consiglio Supremo di Difesa.
Mentre nelle strade si muore, i soloni di Stato cercano di “dare una forma al caos”, perché solo così pensano di imbrigliarlo.
Il protagonista rende noti i verbali con i quali si delibera lo stato di emergenza, il lutto nazionale fino ad arrivare alla dichiarazione dello stato di guerra contro ignoti…
I cittadini si barricano in casa sperando in un aiuto da parte delle istituzioni (non l’hanno avuto prima degli zombie, non si capisce come possano speraci ora) e le Istituzioni cosa fanno? Si scervellano per modificare il codice penale derubricando il reato di omicidio, se commesso ai danni di un contagiato, o, in alternativa, l’invocazione della legittima difesa.
Anche il codice penale militare di guerra deve essere modificato. Ed ecco che si prefigura il reato di aiuto al nemico e nocumento alle operazioni militari per ogni atto rivolto a mantenere in vita tali entità. Stanno lì a redigere verbali su verbali usando parole sintatticamente ineccepibili, logicamente consequenziali.
E dato che nel sud Italia la mafia ha preso il sopravvento sostituendosi (definitivamente) allo Stato, non rimane altro che instaurare con loro delle trattative (d’altronde anche questo avveniva prima degli zombie).
Preso infine atto dell’immane tragedia, il nostro governo che fa? Come nella famosa canzone di De Andrè, “lo Stato si costerna, s’indigna, s’impegna… poi getta la spugna con gran dignità”. La lucidità e la meticolosità con la quale l’autore descrive quanto accade, danno al romanzo un profilo purtroppo estremamente realista.Dopo averlo letto avrete difficoltà a prendere sonno. Vi rivolterete tra le coperte con una terribile consapevolezza: non bisogna aspettare l’apocalisse, gli zombie sono già tra noi!

CHI E’ GIOACCHINO VENTURA?

Gioachino Ventura, detto “Gecchi”, vanta un diploma di perito elettrotecnico e sorvola su di una Laurea in Economia e Commercio che gli è valsa l’appellativo di commercialista mancato. Vive e lavora a Terlizzi in provincia di Bari dove ha speso la gran parte dei suoi 49 anni. È alla terza fatica letteraria dopo il romanzo d’esordio “Storie incomplete, come caramelle alla menta dal retrogusto amarognolo” e “Viaggio di piacere”, questi ultimi assolutamente inediti. Almeno da questo punto di vista, “Caput Mundi” costituisce sicuramente una svolta.

La redazione di I LOVE ZOMBIE


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