Il risveglio di Fenrin – recensione

”Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti, tuttavia la razza umana era sopravvissuta.

Ta-dà…inizio ad effetto! Eh già, nel mondo di internet e dei social, sconvolto dalla massa di pochezza e becerume vario, sembra che la qualità sia scomparsa e che non vi sia nulla per cui valga la pena di andare oltre i titoli. Tuttavia la razza umana è sopravvissuta: esiste, infatti, un variegato mondo-nel-mondo, fatto di gente che ha lavorato sodo, che ha saputo sfruttare al meglio le infinite potenzialità offerte dalla rete e che, alla fine, ha trasformato un sogno, o un’idea, in realtà.

Da oggi, con la nostra nuova rubrica ”La piccola vedetta ILZ”, scruteremo l’orizzonte proprio alla ricerca di quelle realtà. Segnaleremo e commenteremo con voi novità interessanti, letterarie e non, con la qualità, l’impegno e la passione che ci contraddistinguono da sempre.

Il primo avvistamento che vi segnaliamo coinvolge un progetto che ha radici lontane nel tempo ma che, sicuramente, vale tutt’oggi la nostra attenzione.

Si chiama ”Progetto 011 – Torino Steampunk tra Magia, Mitologia e Musica Cosmica” ed è formato da un insieme di “creazioni” artistiche legate tra loro: un romanzo, un gioco da tavolo e un cortometraggio, ambientati nella città di Torinoe nella sua realtà magica.

Nasce nell’estate 2010 da un soggetto scritto dal poliedrico e visionario Paolo Vallerga (già autore ed editore di giochi pluripremiati come le Saghe di ConQuest, scrittore, attore e musicista) per un romanzo, “Il risveglio di Fenrir”, che narra di un’avventura ambientata a Torino all’inizio del XIX secolo, non quello conosciuto dalle pagine di storia, però, ma un XIX secolo “ucronico” ( dove l’ucronìa è un genere di narrativa fantastica, basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale). È una storia gotica, nera, tinta di atmosfere Verniane, ricca di quella tecnologia chiamata oggi “steampunk”.

L’intero progetto vede la partecipazione straordinaria, nelle vesti dei protagonisti, dei componenti del gruppo musicale dei Therion, band svedese di genere metal- sinfonico, fondata nel 1993 da Christofer Johnsson. I Therion sono conosciuti in tutto il mondo per i loro album dalle atmosfere evocative e per i testi ispirati alla cabala, all’alchimia e alla mitologia nordica e, proprio per questi aspetti, diventano i protagonisti ideali di gran parte della storia di Vallerga. In particolare, all’album del 2007, Gothic Kabbalah, è ispirato il cortometraggio Adulruna Redivivadi cui andremo a parlare più avanti (capirete bene, quindi, quanto questa scoperta per il sottoscritto, piemontese, cresciuto a pane e Verne e metallaro incallito sin dalla tenera età, sia stata estasiante n.d.r.).

Partiamo innanzitutto dall’esame del romanzo e iniziamo a dare una sbirciatina.

”Siamo nell’anno “011” del XIX secolo. Il dottor Vikström, studioso di Qabbaláh e mistica, profondo conoscitore di testi ermetici, si imbatte, al Museo Napoleon di Parigi, in un documento

che lo turba profondamente. Sulle tracce di questo testo, e di alcuni scritti di Keplero ad esso collegati, giunge in una Torino quantomai misteriosa.

La sua vita sarà sconvolta da una serie di eventi e incontri fuori dall’ordinario. Altri otto personaggi sono, infatti, strettamente connessi, ma per motivi completamente differenti, a quel

manoscritto. La prospettiva per l’intera umanità è terrificante: il Ragnarök, la fine del mondo nella mitologia norrena, è reale e sta per scatenarsi attraverso il risveglio di Fenrir, il lupo,

figlio di Loki, incatenato alle profondità della terra. Se Fenrir si desterà completamente, il Ragnarök avrà inizio e il mondo, così come lo conosciamo, non esisterà più.

Torino, la città magica per eccellenza, assiste ad una corsa contro il tempo in cui i nove personaggi incrociano i propri destini per risolvere quello del mondo:

Faremo quindi conoscenza con il Dt. Vikström,il misterioso capitano Snowy e la sua straordinaria macchina volante, la Principessa Lilja, il geniale inventore Påhlsson, il detective Koleberg, l’oscura e charmante lady Lewis, il professor Johnsson, l’imprevedibile signor Vidal e Linnéa Vikström, figlia del cabalista, scomparsa nelle pieghe del tempo.

Non tutto è svelato, però: il Ragnarök, il risveglio di Fenrir,può essere fermatoattraverso la composizione di una musica in armonia con l’intero cosmo, da un “prescelto”, e con l’uso di

un particolare organo a canne nascosto, chissà dove, a Torino.

Ma anche Fenrir è alla ricerca del “prescelto” per fermarlo e spalancare le porte del Gimlé ai giusti che vedono il Ragnarök come un nuovo inizio…”

Per potersi poi calare appieno nei panni dei protagonisti, potremo dilettarci con il gioco da tavolo (al quale ho avuto il piacere di giocare n.d.r.).

La scatola del gioco e le finiture sono di qualità eccellenti, così come l’innovativa e originale meccanica che riprende esattamente la trama della storia: i giocatori, infatti, dovranno fermare il Ragnarök, come i protagonisti del romanzo.

Per far ciò, dovranno identificare tra i personaggi del gioco un prescelto (secondo un meccanismo

di indagine), collezionare 15 pagine di una melodia e identificare il luogo dove è nascosto l’Organo della Creazione. A quel punto, per vincere, dovranno muovere la pedina del prescelto su quella casella.

Durante la partita, però, uno dei giocatori scopre di essere la reincarnazione di Fenrir e, senza farsi scoprire, “giocherà contro gli altri”, per tentare di vincere da solo.

Il gioco da tavolo, ideato dall’autore pisano, Marco Valtriani ed edito da Scribabs, casa editrice torinese nata nel 1999, è stato pubblicato a ottobre 2011 e premiato come Miglior Progetto Editoriale nella fiera di Luccagames dello stesso anno.

Come detto precedentemente, la peculiarità e la bellezza del progetto ”011” sono quelle di essere state concepite come un esperimento di storytelling su più livelli: come la musica è stata parte ispirante della storia scritta, così la sua parte visiva è stata fondamentale per il completamento della narrazione.

Arriviamo, quindi, al videoclip, o meglio, al cortometraggio scritto e diretto da Paolo Vallerga, con la regia di Massimiliano Mattioni e l’aiuto regia di Mattia Puleo dove suoni, atmosfere e volti prendono finalmente vita.

È stato girato nei mesi di maggio e giugno 2011 dalla Scribabs, la casa editrice del gioco, in collaborazione con Silos Production, Trigomiro Creativo, Film Commission Torino Piemonte e le Scuole Tecniche San Carlo di Torino.

Si tratta veramente di un piccolo gioiello, una chicca che consiglio calorosamente di non perdere.

Per il corto è stata, naturalmente, utilizzata la colonna sonora dei Therion, che si sono prestati a dare un nome ai personaggi e a fornire loro un volto nella storia (lo trovate su youtube come Therion – Adulruna Rediviva Official Video n.d.r.).

Il cortometraggio, infine, è stato pubblicato in tiratura limitata e poi successivamente inserito in un DVD ufficiale della Band (Adulruna Rediviva and Beyond edito da Nuclear Blast) insieme a un corposo Making-of.

Per concludere, come se non bastasse, potrete trovare anche la versione a fumetti dello storyboard, sempre edita dalla Scribabs.

Che dire, senza ombra di dubbio il progetto ”011” spicca nel panorama nostrano per completezza e originalità e, pertanto, ritengo che il successo raccolto finora sia più che meritato.

È arrivato il momento di salutarci, in attesa, però, della prossima segnalazione della nostra piccola vedetta ILZ.

Perché non ci fate sapere, nei commenti, cosa ne pensate di quest’idea? La conoscevate già? Che opinione avete sul movimento e la cultura steampunk?

Ciao a tutti, a presto!

Pier Melidori


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