The End? L’inferno fuori – recensione

The End? L’inferno fuori

 

Oggi avevo voglia di cinema. Era da molto che non mettevo piede in una sala. La mancanza della poltroncina rossa era diventata insostenibile. Così ho scelto un film italiano, uno Z-Movie.

The end – L’inferno fuori, diretto da Daniele Misischia.

C’è da dire che ultimamente mi sono imbattuto in parecchi flop a tema zombesco e sinceramente il mio grado di saturazione aveva quasi raggiunto il limite, quindi sono partito un po’ prevenuto.

Quando ho letto la trama mi è subito venuto in mente il film Devil uscito nelle sale alcuni anni fa, in cui un’entità maligna uccide tutti gli occupanti di un ascensore. Mi piacque.

Sono dell’idea che se si vuole realizzare un film ambientato quasi interamente in due metri quadrati c’è bisogno di un protagonista in grado di tenere la scena per tutta la durata del film. Solo così si può parlare di un lavoro magistrale.

Ma hey, siamo seri, come potevo perdermi un horror italiano che per giunta parla di Zombie?

L’inizio non è stato dei migliori, non lo nego. Fotografia un po’ spenta e ritmi blandi, dopo però ho iniziato a ricredermi. Sono spuntati i primi amici zombie che mi hanno fatto letteralmente sobbalzare dalla poltroncina, l’effetto sorpresa ha funzionato. La scelta dei non-morti infetti sulla falsa riga del film “28 giorni dopo” non è stata sbagliata. Qualche sbavatura però si nota, come nella scena del poliziotto che spara col fucile dall’alto verso il basso e l’infetto che vola dal basso verso l’alto. Altra cosa che non ho gradito particolarmente sono state le inquadrature esterne all’edificio. Troppo poco comunicative, qualche vetro rotto e un po’ di sangue non rendono giustizia all’atmosfera post-apocalittica. Ho apprezzato molto invece il finale, bloccare le strade del centro di Roma ha pagato.

È stata una vera e propria sfida, budget ridotto e ambientazione claustrofobica, non un film da oscar ma nessuno può parlare di flop.

Insomma questa pellicola mi ha lasciato con la consapevolezza che qualcosa di buono nel cinema horror italiano può essere realizzato e mi auguro che questo sia il preludio di altre pellicole horror, perché il made in Italy non dev’essere solo: film drammatici e commedie.

 

Voto 5.5/10

 

Alessandro Undici

 


 


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