TWD s08e15 – recensione

RECENSIONE THE WALKING DEAD S08E15

 

Alla penultima puntata della stagione “The Walking Dead” mette ancora più confusione nella mente di noi spettatori.

Ad un prima occhiata tutto torna nella norma: Rick è il “buono” e Negan è il “cattivo”.

Ma poi la segui bene, valuti tutti e tutto e ti rendi conto che le sfumature tra bene e male sono sempre lì e che, anzi, le due cose tendono a sovrapporsi sempre più.

Negan torna dai Saviours e, conoscendolo, tutti ci aspettavamo un’immediata carneficina di Simon e di Dwight.

Ma Negan dà valore alle persone, e lo fa in molti modi. Anche come strumenti per i suoi piani atti a vincere la guerra con Rick.

Dwight gli serve per far arrivare a Rick ed ai suoi un falso piano di conquista da parte di Negan. Prima di essere punito per essere diventato ciò che sua moglie aveva sempre desiderato fosse. Un brav’uomo, né un eroe né altro, solo un brav’uomo.

Ma lo fa troppo tardi e ormai il suo destino è segnato dagli errori passati.

In “The Walking Dead” quasi mai gli errori, passati o presenti, vengono perdonati.  Questo Nuovo Mondo è privo di pietà e giustizia, come gli Zombie che lo hanno creato. Solo che gli uomini che lo popolano, a differenza degli Zombie stessi, lo fanno per scelta, non per istinto.

Simon viene sconfitto proprio grazie alla sua stupidità ed arroganza, dopo essere stato manipolato da Negan anche lui. Dapprima lo perdona ma, sapendo quanto arrogante egli sia, sa che tenterà di tradirlo ancora e quando lo fa, lo uccide davanti a tutti con una lotta tribale, in modo che tutti sappiano chi è veramente il più forte, Lucille o meno.

Ed ora, anche sapendo da Michonne cosa Carl gli ha scritto, vuole vincere la guerra con Rick uccidendoli tutti. Ora è arrabbiato sul serio. Anzi, dà addirittura la colpa a Rick per la morte di Carl, che riteneva utile per il futuro da lui voluto.

Rick, intanto tenta di tornare indietro dal baratro dov’è precipitato dopo la morte del figlio, proprio leggendo finalmente la lettera che quest’ultimo gli ha lasciato.

Una lettera dove chiede al padre di ridare sicurezza alle persone, perché con essa arriva la speranza e la pace, cioè il futuro.

Chiede al padre di perdonare Negan e cercare di far pace con lui.

Ma Rick sa come lo sappiamo noi che per come sono state messe in gioco le pedine tra loro due, questa è un’utopia che per ora non può realizzare.

Troppo odio, da entrambe le parti, troppi lutti. Troppo diversa la visione del mondo che hanno.

Negan, pur avendo visto un elicottero e sapendo che c’è qualcos’altro oltre al loro “orticello”, rifiuta di prendere altre strade che non siano quelle che ha già deciso. Ma la sua espressione ha perso quella risolutezza che gli abbiamo sempre riconosciuto in ogni momento.

Qualcosa anche in lui si sta incrinando?

E Rick continuerà a combattere fino alla morte di Negan ed i suoi per un futuro migliore, magari come lo voleva Carl, ma senza Negan?

E noi spettatori? Per chi tifiamo ora? Chi ci rappresenta in pieno su come vorremmo essere in quella situazione (lasciamo stare su come saremmo sul serio)? Onestamente per me la scelta è sempre più difficile.

Nella puntata si parla anche di Eugene, Rosita, Daryl, Padre Gabriel ed Aaron.

Aaron sarà decisivo per la battaglia finale nel convincere le donne di Oceanside?

La vigliaccheria ormai apertamente riconosciuta di Eugene e di Padre Gabriel dove li porterà alla fine? La mera sopravvivenza a cui tengono tanto basterà loro per sempre?

E Rosita e Daryl si decideranno seriamente su come vogliono affrontare questa guerra? Senza passare costantemente da guerrieri spietati a guerrieri spuntati?

Tutto ciò ci verrà detto, forse, nella puntata finale della stagione.
 

Antonella Cella

 


 


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