Dietro le quinte: Marvel studios

DIETRO LE QUINTE

Marvel Studios

di Antonella Cella

 

Piccola premessa necessaria. Amo molto cinema e serie tv, con una netta predilezione per quelle americane e britanniche. Con la mia più sempre estesa “frequentazione” di internet ho capito che non sempre le scelte di annullare serie tv o produrre film dipendono dagli ascolti. Quindi, da testa dura come poche mi sono messa alla ricerca delle “politiche” dietro queste scelte, apparentemente illogiche.

E accidenti se non ho capito che si tratta di vere e proprie politiche interne alle Case Produttrici cui appartengono i diritti delle opere in questione!

Per l’amore che metto quando guardo una serie tv o un film al cinema mi sono decisa a immergermi in queste politiche, a prima vista noiose.

Ora provo a condividere con voi ciò che ho imparato e continuo a imparare. Per favore tenete presente che io non sono per niente portata per l’economia e le sue regole.

Partiamo da una delle delusioni cinematografiche che mi ha lasciato un grosso amaro in bocca, anche tenuto conto delle aspettative che avevo nei suoi confronti, “Avengers. Age of Ultron”. Seguo questi film in tutta la loro preparazione, e quindi per anni. E questo era uno dei miei preferiti. Quindi finalmente vado al cinema e … ne esco incavolata nera. Come potevano Whedon, uno dei migliori registi in circolazione, e la Marvel avere fatto una confusione simile? Sembravano immagini buttate a caso sullo schermo. Questo film doveva aprire la Seconda Fase dell’MCU e invece neanche una trama decente era riuscito a mettere insieme.

Conoscendo ormai bene Feige e le sue qualità di amministratore eccellente dell’MCU e la sua decisione di mettere in pratica il suo sogno di un universo condiviso Marvel, mi metto alla ricerca sul web di sue interviste che possano illuminarmi in merito.

Invece, a sorpresa, quasi senza fare rumore, com’è tipico della rigorosa politica Disney di controllo dei suoi brand, arriva una notizia che mi lascia allibita: Feige è diventato l’unico responsabile dell’MCU e dovrà rispondere a Iger (il Ceo di Disney) e basta delle sue azioni.

E qui veramente mi incavolo bene: ma come? Questo mi manda in giro il peggior film Marvel della storia e lo promuovono pure? Ma stanno bevendo grappa di Chernobyl alla Disney?

Ma sapete benissimo che la Disney non è diventata la casa produttrice più potente e ricca al mondo facendo sciocchezze… quindi scavo un po’ più a fondo al di fuori dei soliti siti di cinema, e scopro cosa si cela dietro tutto questo.

Feige prima di Age of Ultron era sottoposto al controllo creativo di Perlmutter, uno dei vecchi pezzi grossi della Marvel. E proprio quest’ultimo ha creato con le sue idee obsolete (ha 74 anni, quindi vicinissimo alla pensione per le regole Disney) la confusione incredibile visibile in Age of Ultron.

Ha imposto a Feige idee assurde basandosi solo sulla futura vendita di giocattoli et similia del brand, ha addirittura imposto il cambio dell’attore che fa Rhodes, il migliore amico di IronMan, dicendo che “tanto tutti i neri sono uguali e il pubblico non se ne accorgerà”.

Non contento è intervenuto direttamente su Whedon in fase di montaggio, creando la frattura che ha portato Whedon ad abbandonare l’MCU.

Disney vede lontano e sa bene quando ha in mano una miniera d’oro e questo è Feige. Ha quindi provveduto a risolvere internamente la cosa e velocemente anche.

Purtroppo Perlmutter ha un contratto di ferro con la Disney e licenziarlo avrebbe comportato una perdita finanziaria ingente così ne hanno limitato i danni mettendolo a capo della Marvel Entertainment.

Tutto a posto direte voi? E invece no. Almeno se amate anche le serie tv Marvel.

Perlmutter se l’è legata al dito contro Feige e ha deciso di vendicarsi usando proprio le serie tv che ora erano sotto il suo controllo. Fregandosene allegramente dei consigli di Buckley, grande produttore televisivo, ha cominciato a creare l’universo alternativo in tv della Marvel, prima su ABC, poi su Netflix.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti. La prima serie di Netflix “Daredavil”, dove lui non aveva potuto mettere il naso perché già in lavorazione, è stato un successo di pubblico e critica. Da lì in poi il declino. Per molti fans inspiegabile.

E vogliamo parlare della ABC? “Agents of  S.H.I.E.L.D.”, “Agent Carter” e il “capolavoro assoluto voluto da Perlmutter contro il parere di tutti, “Inhumans”.

E tutto questo perché? Perché vuole impedire a Feige di creare il suo MCU e quindi gli frappone questi “ostacoli” sul cammino, prevenendolo nell’usare alcuni personaggi Marvel ancora non inseriti al cinema, nonostante Feige lavori indefessamente anche per riportare alla Marvel i diritti cinematografici venduti dalla vecchia proprietà prima di arrendersi al fallimento e venderla alla Disney (vedi Spiderman).

Feige voleva inserire “Inhumans” nell’MCU nella quarta fase? E via con questa serie che è già stata massacrata ancora prima di uscire in tv. E addirittura si vocifera che Disney abbia dato ordine di cancellarla dopo la prima stagione. Insomma “morta” ancora prima di nascere. Ma così Feige non ha il suo “giocattolo”, agli occhi di Perlmutter.

Aggiungiamoci che questa estate Perlmutter finalmente, secondo le regole Disney, è andato in pensione per la grande felicità dei fans di Marvel che lo odiano cordialmente, ma lui, usando favori che qualcuno nella Società gli doveva, ha trovato il modo di rientrare come Chairmain della Marvel Entertneiment. Cioè colui che è sopra anche al Ceo della divisione Marvel.

Se volete imparare nuovi modi di offendere qualcuno andate su Twitter o Facebook o sui siti online dei giornali specializzati americani a vedere la reazione a questa notizia.

Ora sperano tutti che l’ennesimo fallimento di Inuhmans, il più grave, perché Disney ci aveva puntato molto, avendo finalmente riavuto indietro i diritti degli stessi dopo anni ad aspettarli, porti i grandi azionisti Disney a far fuori Perlmutter. In ogni caso nel 2019 sarà Iger stesso a dover andare in pensione e il nuovo Ceo potrà liberarsi facilmente di Perlmutter.

 


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