In cucina con Michela – Tiramisù di mamma Marina


 

Al seguito di pressanti minacce alla mia persona, tra cui quella di togliermi il “like”, nasce la rubrica “Cucina con Michela”, che molto si discosta dal genere della nostra pagina ma che allieterà le vostre giornate e mi permetterà così di dormire sonni tranquilli!

Dopo innumerevoli articoli su come sopravvivere a un’invasione zombie, o sul metodo più efficace per contrastarla, o ancora come reprimere e debellare un virus, direi che ormai siamo super informati e perfettamente consapevoli che:

1) un bazooka non sarà mai alla nostra portata e soprattutto è totalmente inutile.

2) rinchiudersi, in una cantina a piangere fino all’arrivo dei soccorsi, vale la risposta precedente.

3) non arriverà mai un Derril Dixon o un Chuck Norris a sconfiggere tutta la feccia non-morta, dalla faccia della Terra!

Quindi, coscienti di ciò,  armiamoci di santa pazienza e rendiamoci conto che anche la pancia va soddisfatta, pena il deperimento fisico, e che cucinare sarebbe un modo come un altro per impegnare il tempo “morto”, intanto che i veri “duri” sono fuori dal rifugio-nascondiglio a tagliare un po’ di teste putride.

Premettendo che non tutte le ricette preconfezionate sono valide in un’apocalisse, perché non tutti gli ingredienti sono facilmente reperibili, direi che, per cominciare, un bel tiramisù ci starebbe bene; è semplice da realizzare, non comporta un enorme dispendio di energie (e in tempi di crisi, ne abbiamo bisogno), ha un nome simpatico che “tira su” il morale del gruppo ed ha ingredienti che tutti, bene o male, avranno nel proprio orto o nella propria piccola fattoria (perché l’avete fatta, sì la vostra piccola fattoria, vero?!)

Si sa, che gli zombie prediligono cervelli umani e nessuno si sognerebbe di mangiare quello di una gallina (perché ce l’hanno?) e tanto meno quello di una mucca, quindi:

  • procuratevi una mucca e una gallina;
  • mettetele in un recinto;
  • datele da mangiare ogni giorno;
  • latte e uova giornaliere saranno assicurate.

Non vi spiego come ricavare il mascarpone dal latte, perché rischiamo che la mucca muoia di vecchiaia, la gallina si suicidi e che arrivi veramente Chuck Norris!

Dopo aver preparato il mascarpone, procuratevi uova (prima che la gallina decida di farla finita), zucchero (una bella piantagione di canna da zucchero ci sta proprio bene sul retro dell’edificio… ho detto canna da zucchero, non “canna-bis”, anche se un due tiri…), caffè, biscotti, cacao e rum… chi non ha una consistente scorta di rum invecchiato in botti barricate di rovere antico, proveniente direttamente dall’Isla de Muerta?!

Qui si seguito le dosi:

  • 500 gr. mascarpone
  • 100 gr zucchero
  • 4 tuorli
  • 2 albumi montati a neve
  • 1/4 fialetta di rum (o 1/2 bicchiere del vostro rum invecchiato ecc.)
  • (Qb) caffè
  • (Qb) biscotti (vanno bene anche quelli di Carol, sennò si offende)
  • (Qb) cacao amaro in polvere

Considerando che vi ritengo abbastanza intelligenti da esservi rifugiati all’interno di una struttura idonea tipo ospedale, prigione, caserma o, se siete veramente fortunati, nello studio di registrazione di MASTER CHEF, avrete a disposizione tutto l’occorrente necessario per una buona riuscita della ricetta.

Quindi procuratevi una planetaria, un frullatore elettrico o una semplice frusta e unite i tuorli con lo zucchero in una terrina, fino a rendere lo zabaione bello cremoso.

Unite il rum e il mascarpone, con calma, tanto non c’è fretta e rendete l’impasto omogeneo.

Nel frattempo, preparate il caffè e lasciatelo riposare in una ciotola, dopo che ne avrete lasciato un po’ anche per quei poveri cristi, che si sono “ammazzati” di lavoro, per rendere il rifugio sicuro.

A parte, lavorate gli albumi e montateli a neve. Quando gli albumi hanno assunto una consistenza corposa, e capovolgendo la ciotola non cade nulla, allora potete unirli al composto. Mi raccomando, vale lo stesso principio di prima; mescolate con calma, lentamente dal basso verso l’alto, tanto non vi corre dietro nessuno… o almeno lo spero!

Prendete una pirofila, grande a seconda di quanti componenti è formato il vostro gruppo. Casomai, aspettate la prossima ondata di zombie, così potrete fare il bis.

Intingete i biscotti nel caffè e poneteli nella pirofila. Stendete uno strato di crema e ripetete il procedimento fino a riempire il contenitore. Lasciate riposare in frigo e servitelo dopo aver ricoperto il tutto con una spolverata di cacao amaro.

Qui di seguito trovate il mio arrangiamento.

Questa è la ricetta di mia madre, tramandata e conservata gelosamente per generazioni ma, siccome ho un figlio maschio, che mai si cimenterà in cucina, ve la lascio, conscia che la vita è breve, che prima o poi il mio rifugio verrà invaso, il mio corpo smembrato e il mio libro di ricette abbandonato a sé stesso.

Fatene buon uso.


articolo dei Michela Iucchi


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