RAKKA – recensione

Chi naviga nell’internet (o “in”, “tramite”, “per”, “su”; insomma,come volete) si imbatte in una moltitudine di progetti che, per sfortuna o per fortuna, poi misteriosamente scompaiono. Vengono creati da piccoli gruppi indipendenti per mostrare quanto valgono. La maggior parte delle volte si tratta di serie infime senz’anima e/o con sviluppi ridicoli, concentrate tutte sull’uso della grafica digitale in post-produzione.
 

 
Ecco perché quando mi sono imbattuto nel team Oats Studios ero molto disilluso, e quindi sbagliai subito l’approccio nella visione di RAKKA, il suo short movie con finale troncato. Ero già stanco di vederlo ancor prima di premere play. In inglese poi… fortuna che non sono proprio un animale con le orecchie lunghe.
 

 

 

 
Le mie prime esclamazioni furono del tipo: “benissimo, immagini aeree con una voce narrante… ora spengo”.

Ma improvvisamente la scena si apre con il fragore del tuono e…”OH MIO DIOO!! Ma cos’è questa figata????”

Volendo sintetizzare al massimo quello che ho appena visto, direi che il mini-film/trailer ha come trama un’invasione aliena a vasta scala con successiva colonizzazione globale.
Un post-apocalittico fantascientifico con alieni che somigliano a draghi di Komodo bagnati con del petrolio bollente.

Graficamente è spettacolare, le inquadrature e fotografia sono molto azzeccate, forse meno quelle degli interni, ma non si può avere tutto.
Un cast enorme per uno short-movie sbattuto su youtube. Chi sono questi tizi ai quali piace esperimentare nuove tecniche, che hanno la sfacciataggine di ingaggiare Ellen Ripley per un film sugli alieni?
 

Ho sentito dire “anziana”?!
Beh, lei spacca sempre!

 
Può questa casa di produzione essere la cosa più figa del web al momento?
Io spero soprattutto che il messaggio venga recepito dal popolo di visualizzatori e renda possibile la realizzazione di questo film.
Il regista Neill Blomkamp mi è sempre piaciuto e sarebbe un vero peccato se una cosa del genere finisse nel dimenticatoi.
 

 
Come sempre, lascio decidere a voi:
 

 

 

Alessandro De Felice

 



 

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