Questione di tempo – recensione

Questione di tempo

Titolo originale: About time

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DATA USCITA: 07 novembre 2013

 

 

 

 
Sono incappata in questo film quasi per sbaglio. Da quando in casa mia è entrato Netflix, non guardiamo più nessun altro canale, e l’altra sera ero troppo stanca per alzarmi e andare a prendere il Chromecast, per cui mi sono messa a “scanalare”; non appena ho visto apparire sullo schermo il nome di  Bill Nighy mi sono fermata incuriosita.

 

TRAMA

Tim Lake (Domhall Gleeson) è un ragazzo come tanti, ha appena compiuto 21 anni e, come molti altri ragazzi, è timido e impacciato con le ragazze. Il giorno dopo un trentuno dicembre non propriamente brillante, dal punto di vista sociale, il padre lo chiama per rivelargli che dal 21° anno gli uomini della loro famiglia hanno un dono speciale: se si chiudono in una stanza da soli e stringono forte i pugni possono viaggiare nel tempo! Non possono andare a vedere il futuro, né il lontano passato, ma solo tornare indietro nel tempo e cambiare le loro azioni.

 

Una trama abbastanza semplice che potrebbe svilupparsi in milioni di modi diversi, ma che colpisce fin da subito; in fondo chi di noi non ha mai vissuto una brutta giornata e vorrebbe evitare di imbattersi in persone sgradevoli? Chi di noi non ha mai fatto una bruttissima figura e vorrebbe poter tornare indietro per cambiarla?  Tim può.

Durante lo svolgersi del film vediamo Tim cercare di aggiustare la sua vita nel miglior modo possibile, riuscendo il più delle volte a renderla ancora più complicata.

I viaggi nel tempo però sono solo lo spunto, un pretesto, per raccontare in maniera ironica, avvincente e sorprendente la vita di un ragazzo apparentemente normale che affronta problemi quotidiani in cui tutti noi c’imbattiamo almeno una volta nella vita.

La regia e la sceneggiatura sono del genio di Richard Curtis, che tutti noi conosciamo per Notting Hill, Quattro Matrimoni e un funerale, I love Radio Rock eccetera; una garanzia per un film romantico, senza mai risultare esagerato, che utilizza la fantascienza come spunto per far riflettere sul tempo che passa, su come non si debba sprecare neanche un secondo della propria vita.

Un film dolce ma non smielato, da recuperare, per passare una buona serata e, perché no, farsi venire anche un po’ di malinconia.
 

 

Viola Della Rina


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