Dead Blood vol.3 e vol.4 – recensione

Dead Blood

volume 3 e 4

di Alessandro De Felice

 

 

Copertina di Fabrizio Galiccia

Copertina di Leonardo Colapietro

 

Le pubblicazioni della Noise Press continuano a stupirmi sempre più.
Prima di scrivere questa recensione, con il favore delle tenebre e il torpore del letto che è ancora sopportabile visto il clima, sono un tipo a “sangue freddo”, ho riletto con famelica ingordigia tutta la saga di Dead Blood fin’ora realizzata.
 

 
I nuovi due volumi in mio possesso sono avvolgenti.
 

 
Le varie storie che compongono questi spillati ci fanno conoscere un po’ di più le varie razze di vampiri e mostri legati a loro, nascosti all’ombra dei vari avvenimenti e vicissitudini che hanno segnato la storia dell’umanità. La loro abilità nel mischiarsi col genere umano e manovrarlo dall’interno, ci svela, in ogni racconto, l’intrigata e particolare rete di complotti che ha tirato i fili della storia: le gesta di una squadra di “speciali” legionari dell’impero romano, un caporale e un ispettore della gestapo nella Polonia hitleriana, gli anni 70 con le loro rockstar e l’esplosione del traffico di droga, fino all’apocalittico presente raccontato in Requiem.

I due albi, come i precedenti, presentano molti autori differenti uniti in questa antologia dove, secondo il mio punto di vista, si vuole maggiormente cavalcare l’onda sul fattore “complottista”. Fondere questo mondo distopico e pieno di creature mutaformi con i vari avvenimenti della storia, soprattutto del secolo scorso, rende il tutto più inquietante. E poi le creature si odiano anche tra loro, portando il disegno a vette di splatter che guizza nelle tavole con ingordigia.
Alla fine il mio cervello si concentra su un due cose : “loro sono ovunque”e “perché sembra che questa storia stia scalpitando verso qualcosa di molto brutto e tragico ?”

Non lo so, forse è un’impressione mia ma, leggendo tutto d’un fiato, la trama sale di intensità e spero di non rimanere scottato dal suo infuocato universo.


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