I Morti di Amelia – recensione

  • Copertina flessibile: 128 pagine
  • Editore: Ensemble (10 marzo 2017)
  • Collana: Échos
  • Lingua: Italiano

Trama

Amelia lavora in un albergo. È una donna normale. Quasi normale. Pensa che la vita sia una questione di responsabilità e di onestà. Di questo parla con il suo psicologo. Coi toni leggeri e lirici che hanno contraddistinto il primo romanzo, l’autrice ci regala – con un umorismo nero, surreale, assolutista, che sembra rimandare a certi film francesi di Gondry o di Jeunet – un altro breve viaggio nella psiche umana. La protagonista ricorda l’omonima francese Amélie, interpretata da Audrey Tautou in un film di qualche anno fa, sia per l’incanto con cui entrambe vedono il mondo che per quella leggerezza dei gesti che le contraddistingue. C’è però una differenza tra le due: una è un’assassina, l’altra no.


 

Recensione
di Anna Liguori

 
Amelia è una ragazza apparentemente ordinaria, con un lavoro che le permette di vivere in maniera dignitosa. Pochi ma fondamentali amici le permettono di abbracciare la serenità di una vita normale. Di questa normalità Amelia non ne accetta le conseguenze. Spesso si ha la necessità di frequentare persone senza le quali si vivrebbe sicuramente meglio. Con quanti mediocri individui siamo costretti a convivere? L’etica, la religione e il perbenismo ci impediscono azioni e pensieri definitivi.

Senza cadere in logiche banalmente “dexteriane”, l’autrice affonda le sue mani nella scrittura, conformando Amelia in un percorso evolutivo ben definito. La protagonista non è anaffettiva, come qualcuno potrebbe pensare, anzi, e sarà l’eccesso di sensibilità ad accentuare la sua natura e a farci rapidamente arrivare al tragico epilogo.

I Morti di Amelia non è un romanzo contro l’umanità ma è per la salvaguardia della stessa. Amelia cura il mondo per curare se stessa. Se posso muovere una critica, avrei volentieri suggerito ad Amelia qualche morto in più.

Mi sono imbattuta in questo romanzo breve (e per fortuna) grazie a conoscenze comuni. Conosco poco della giovane autrice e spero davvero di approfondirne la conoscenza a breve.


 

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