La torre delle ombre – recensione

LA TORRE DELLE OMBRE
 di Claudio Vergnani
 Nero Press Edizioni


 

RECENSIONE
di Nicola Furia

 

Il romanzo di Vergnani si inquadra nel genere postapocalittico, anche se, a voler essere pignoli, ci troviamo dinanzi ad un pre-apocalittico, e quindi in un’ambientazione originale e poco scandagliata da altri autori.
Il mondo in rovina nel quale si muovono i protagonisti è sull’orlo del collasso. Lo scrittore “furbamente” non ci dice cosa è accaduto e per quale motivo la quotidianità degli esseri viventi sul pianeta sia stata stravolta, alimentando così suspense e mistero. È una società che ha perso l’orientamento, tormentata da continue scosse di terremoto, che vive tra le macerie di guerre sconosciute, con il terrore costante di avvistare all’orizzonte temibili nubi radioattive. Anche il clima è impazzito, una fitta nebbia, aliena e insidiosa avvolge le notti ghiacciate che si susseguono a giornate aride e roventi, roventi come il piombo che fischia tra le strade, dove la violenza urbana è sempre più devastante. Anche se qualche pattuglia di polizia batte svogliatamente la città, di fatto si è sull’orlo dell’anarchia e bande di predoni scorrazzano indisturbate. Sono gang variegate e variopinte che ricordano un po’ quelle dei GUERRIERI DELLA NOTTE. Ma non ci sono solo gangster. I cittadini rassegnati devono fare i conti anche con nazisti e… vampiri (ma come cacchio ci sono finiti i vampiri sulla terra???). Insomma, per un amante del trash come me, è manna che scende dal cielo!
In questo mondo folle, i due protagonisti sopravvivono come cavalieri erranti, mercenari alla ricerca della fanciulla da salvare. E per uno come Nicola Furia, che odia i principi azzurri (pur se ammantati di nero), questo dovrebbe scocciare al massimo grado… ma non è così! Perché il possente Vergy e il suo inseparabile amico (che poi sarebbe il narratore) tutto sono tranne che eroi senza macchia e senza paura. A suon di sganassoni e mitragliate i due si ficcano nelle avventure più disperate lasciando dietro di loro una lunga scia di sangue.
Fantastici i dialoghi, che si alternano tra una strage e l’altra. Sono il vero punto di forza del romanzo. Lo stile, alla Tarantino, ricorda quelli tra Patrick Kenzie e Angie Gennaro dei romanzi di Dennis LEHANE, o tra Hap Collins e Leonar Pine dei romandi di Joe R. LANSDALE, o, per gli amanti del fumetto, tra Custer e Cassidy della saga Preacher di Garth ENNIS. Disquisizioni sul senso della vita vengono così affrontate dai due con sagacia e ironia, sempre però con il mitra imbracciato e le bombe a mano nelle tasche.
Non fatevi ingannare dai primi capitoli, dove i due si muovono un po’ come Bud Spencer e Terence Hill, irrompendo nelle strade dei quartieri degradati tra un manrovescio, una battuta di spirito e un cazzotto in testa. No, non è un libro per famiglie come lo erano i film di Trinità… tutt’altro!
Dopo poco inizia l’incubo, e lo splatter fa il suo trionfale ingresso, dissetando di sangue e budella fumanti gli appassionati del genere “trucido”. Il romanzo svolta così all’improvviso, quasi da togliere il fiato, divenendo crudo e spietato. Per Vergy ed il suo amico, durante la discesa negli inferi, sarà sempre più difficile mantenere la loro integrità morale, alla quale si abbarbicano disperatamente per non cedere anche loro all’apocalisse. Un armageddon dove gli uomini perdono qualunque scopo e principi e valori sono ormai cenere tra le macerie.
Il ritmo è alquanto incalzante. Quando inizia l’azione, si viene proiettati nella storia fino a scordarsi che si sta leggendo. Pur non vantando fragorosi colpi di scena e trame intrigate, il libro, grazie all’abilità indiscussa di Vergnani, scorre vorticosamente senza cali di tensione fino al finale ad alta densità balistica.
Vergy è il vero personaggio della storia. Questo colosso alla Schwarzenegger, dal cuore tenebroso ma tenero e dal pugno facile e possente, penetra nella testa e nello stomaco e non si può più dimenticarlo… ed infatti i sequel sono già nelle librerie.


 

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