The Host – recensione

 

THE HOST (L’OSPITE)

di Stephenie Meyer

(Rizzoli-2008)

 

 

In un futuro imprecisato, la Terra è invasa da una razza aliena, che soggioga i suoi abitanti, impiantandosi nella loro corteccia cerebrale e annientando ogni coscienza. Rimangono però delle piccole sacche di resistenza, disseminate sulla Terra e nascoste per non essere sopraffatte dal nemico.

Scritta così, sembrerebbe il solito racconto fantascientifico, trito e ritrito di “Guerra dei Mondi”, in cui la lotta per la sopravvivenza è imperante.

Ma ad ogni pagina letta ci si rende conto invece di avere per le mani una storia originale in cui l’invasione aliena non è poi così male. Il Mondo è un luogo pacifico, dove tutti coesistono in serenità e armonia e non si conoscono la violenza, l’odio e l’egoismo. Ognuno può usufruire di ciò che desidera, quando lo desidera, perché ogni cosa è un bene prezioso, condivisibile con i propri simili.

Sarebbe un concetto di vita propositiva, se non fosse a scapito dell’annullamento di sé stessi e di una schiavitù abulica, in nome di una società aliena, seppur perfetta.

La protagonista del romanzo è forte e determinata, fa parte della Resistenza, e quindi risulta essere la cavia ideale per poter conoscere le ubicazioni degli ultimi rifugi rimasti e, sentitasi braccata, decide di togliersi la vita pur di non mettere in pericolo il suo fratellino, la sua comunità e il suo amato Jared, il cui desiderio di incontrare nuovamente è così vivo e bruciante, da lasciarne traccia anche dopo l’impianto.

Ma ecco che la tecnologia aliena la salva e le assegna un’ “Anima”aliena, che cambierà per sempre il corso della sua vita.

L’Ospite, come si evince dal titolo, acquista un valore ambivalente, ossia sarà colei che lotterà ostinatamente, per non perdersi nell’oblio di un involucro vuoto (Melanie) e come un’aliena (Viandante) che a poco a poco scoprirà il vasto universo dei sentimenti umani, in primis l’amore. Così Wanda si ritroverà inaspettatamente a vivere la vita attraverso gli occhi di Melanie e, spinta da una forza nuova e irresistibile, andrà contro l’istinto e le regole della sua specie, mossa anche dal desiderio di riabbracciare Jared.

Fondamentale è il capitolo del lungo viaggio nel deserto, in balìa degli eventi e della solitudine, in cui Wanda-Melanie affronterà una lotta interiore, che si evidenzia nel dualismo dei loro dialoghi.  La conoscenza biunivoca la porterà a un livello di comprensione reciproca tanto complesso e stravolgente, da divenire quasi vitale e morboso; un rapporto coeso di amicizia e di sostegno tanto radicato, da spiazzarle e farle vivere una doppia vita, in cui l’una non potrà fare a meno dell’altra.

E a fare da perno sarà un sentimento più puro: l’eco di un amore scoperto dall’aliena e cresciuto attraverso le emozioni di Melanie, potente, pulsante e irraggiungibile; infine la nascita di una nuova passione per l’umano Jan, che imparerà ad amare la sua dolcezza, la sensibilità e lo spirito di sacrificio.

È un inno alle mille sfaccettature dell’animo umano, con le sue debolezze e le sue forze, che si insinuano e si radicano nel profondo e sconvolgono anche il lettore. È la rivalutazione del valore della vita, della consapevolezza della fragilità umana, dell’integrazione, dell’accettazione del diverso, di cooperazione e condivisione. Ma soprattutto del potere dell’amore, che sovrasta tutto e può sconfiggere anche un’invasione aliena. È una favola fatta di sguardi rubati ed espressioni impercettibili, di parole non dette, nella disperata ricerca di risposte o semplicemente di un’approvazione. È un turbinio di emozioni che dominano la ragione e la annientano, annullandola in favore di sentimenti puri e riscoperti.

È una storia di fantascienza e romanticismo, che si legge in punta di dita, scorrevole e ricca di dettagli, minuziosa nella descrizione delle peculiarità dei personaggi, dei coinvolgimenti emotivi e delle sensazioni, che crescono man mano che si prosegue nella lettura e che catturano totalmente il lettore, portandolo inconsapevolmente fino all’ultima pagina, con il dubbio amletico da che parte stare.

Nella contrapposizione cinematografica, datata 2013 e diretta da Andrew Niccol, molti dettagli sono stati abbandonati in autostrada, a mio parere forse troppi, tralasciando elementi del libro fondamentali, per una chiave di lettura adeguata. In effetti, per chi ha letto prima il libro, si ritroverà una pellicola orfana dell’intensità emotiva del romanzo e delle dettagliate descrizioni dei Mondi alieni conosciuti da Wanda. Ma per chi si è imbattuto solo nella visione del film, posso dire che vedrà e vivrà una bellissima storia d’amore e di amicizia, in una pellicola leggera, giovane e godibile.

 

 

“Che strano questo mondo…”

” Già, il più strano di tutti” (cit.)

 

Michela Iucchi

 


 

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