Legion – recensione serie tv

Partendo dal presupposto che la nona arte affascina la maggior parte del collettivo, chi meglio di “lui” può dire la sua sulla nuova serie tv targata Marvel ?


 

 

Essendo un appassionato di fumetti, accuso sempre forti bruciori anali quando vedo che le storie che ho amato sono riprodotte e riadattate in serial TV.

Non sopporto i personaggi stravolti e le trame rimodellate. Ma se era perfetto così! perché dovete metterci le vostre manine malefiche e rovinare tutto?!

È successo con The Walking Dead, Preacher, Luke Cage, Green Arrow… ecc. L’unica eccezione che conferma la regola è l’ottimo serial su Dare Devil, probabilmente perché i cinematografari sono rimasti fedeli alla struttura originale. E infatti mi chiedo: ma se ci sono riusciti con Devil, per quale motivo negli altri serial devono scannare i personaggi?

Mi sono sempre domandato anche se siano i preconcetti a farmi vedere tutto nero, o se effettivamente lo sfregio artistico sia palese.

Beh, quando ho visto programmata la serie LEGION, ho esultato. Quel fumetto della Marvel, legato al mondo dei mutanti, non l’ho mai letto! Essendo quindi “vergine”, avrei avuto la possibilità di vivere l’esperienza televisiva in maniera obiettiva.

Ho fatto questa premessa perché il serial (di cui finora ho visto i primi due episodi) mi è piaciuto! Caspita se mi è piaciuto! Non vorrei però subire gli strali di coloro che, avendo letto il fumetto, sono su tutte le furie…Sapete com’è, chi di spada colpisce di spada perisce. Ribadisco quindi che la mia valutazione è solo sul telefilm realizzato da Noah Hawley, Bryan Singer, Marvel TV e FX Productions.

D’altronde c’è da apprezzare l’onestà dei produttori, i quali, probabilmente per non inimicarsi i rompipalle come me, hanno subito dichiarato che non ci saranno connessioni né con il fumetto, né con l’universo filmico dei mutanti Marvel. La vicenda è infatti ambientata in un universo parallelo dove non ci sono gli X-MEN, ma al contrario c’è un’America ancora poco consapevole della presenza dei mutanti.

Dopo la visione mi sono documentato sul protagonista originale scoprendo che nel fumetto Marvel Comics, creato da Chris Claremont e Bill Sienkiewicz, Legion è “nientepopodimeno” che il figlio del leader degli X-Men Charles Xavier! Alla faccia! Un mutante che soffre di disturbi mentali con personalità multiple, ognuna delle quali controllante un proprio potere.

Ok… niente Xavier, niente Wolverine, niente X Men… rassegniamoci!

Detto questo, ma soprattutto con l’anima in pace, facciamo conoscenza con il fantastico personaggio borderline di David Haller, un uomo che fin da quando era teenager ha avuto problemi mentali. Diagnosticata in lui la schizofrenia, David entra ed esce dagli ospedali psichiatrici. Sente le voci… e ha le visioni. Ma proprio nel momento in cui accetta la malattia e si rassegna a vivere la sua condizione di schizofrenico, ecco che comincia a rendersi conto che voci e visioni sono reali! David è un mutante con super poteri, e per questo un’oscura struttura militare governativa tenta di controllarlo, pronta ad ucciderlo nel caso non ci riuscisse. Per sua fortuna una squadra di mutanti riesce a sottrarlo alle malevoli attenzioni governative conducendolo in un luogo segreto dove David comincia a prendere coscienza di sé.

La regia è schizofrenica e allucinogena al pari del protagonista, ed è questo che affascina lo spettatore, o almeno ha affascinato me. I vaneggiamenti e i deliri del protagonista si sovrappongono alla realtà rendendo sublimemente confusa la trama. Il capo dei mutanti, come Morfeo in Matrix, tenta di discernere nella mente di David i sogni dai ricordi, le fantasie dalle esperienze vissute. L’uomo è sconcertato, disorientato, ha sempre vissuto le sue visioni da emarginato, perseguitato da uno strano diavolo obeso dagli occhi gialli. Tra una serie continua di risvegli, tra un delirio e l’altro, inizia così a comprendere che il tormento psichico che ha accompagnato la sua vita aveva uno scopo; e forse anche quello strano diavolo giallo che gli compare in continuazione non è il nemico che ha sempre creduto.

Le prime due puntate, a mio avviso, sono fenomenali. Certo, se non sopportate continui cambi spazio-temporali, potreste infastidirvi, ma è il modo migliore per entrare nella mente malata del protagonista, vivere i suoi incubi e scoprire la sua anima e i suoi poteri.

 

Nicola Furia


 

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