The exorcist – recensione

La nostra Antonella ci parla della nuova serie tv sull’esorcista.


THE EXORCIST SERIE TV: RECENSIONE

 

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILERS SULLA SERIE TV.

 

The Exorcist è la serie tv tratta dal famosissimo film del 1973, a sua volta tratto dal romanzo omonimo di Peter Blatty.

Con un’eredità così pesante sulle spalle molti la aspettavano al varco e possiamo dire, dopo averla terminata, che se l’è cavata egregiamente. Certo non perfettamente, ma sicuramente poteva andare molto peggio.

Nonostante le indubbie “easter eggs” dovute al film d’origine, riesce subito a crearsi un’atmosfera propria. Questo grazie specialmente ad una regia straordinariamente cupa e stimolante e a una fotografia così scura e angosciante che porta lo spettatore nel pieno del clima della serie in pochissimo tempo.

Bravissimi anche gli attori principali, Ben Daniels e Alfonso Herrera. Il primo interpreta Padre Marcus, un esorcista britannico in tutto e per tutto, a cominciare dall’accento e dal modo di fare. Il secondo interpreta Padre Tomas, un prete “moderno” con una carriera promettente nel Vaticano.

La cosa che mi ha colpito di più è che questi due preti, pur avendo evidentemente fede in Dio e nella Sua capacità di vincere il demonio, non sono affatto esenti dal sottostare al fascino delle tentazioni “carnali” umane. Ma nella serie, questo potere non ci viene indicato come un loro punto debole, tutt’altro. Ci viene esplicitamente fatto capire che, proprio grazie a questa loro umanità di base, riescono a essere dei preti migliori di altri, che si professano perfetti credenti e seguaci delle regole della Chiesa Cattolica.

Padre Marcus sa fin da piccolo di avere “il dono” di battere i demoni che si impossessano delle loro vittime, ma ciò non lo rende esente, ad un certo punto, di “peccare” di eccessiva sicurezza e di causare la morte di un bimbo a lui affidato. Per un po’ si “perderà” ma, grazie anche al caso della figlia di Angela Rance (Geena Davis) sottopostogli da Padre Tomas, riprenderà in pieno la sua battaglia.

La cosa interessante è che per vincerla dovrà uscire proprio dalla Chiesa, che dovrebbe appoggiarlo, giacché corrotta sin dalle basi dal Maligno, e della quale si salva solo il Papa.

È evidente la critica precisa e pesante della serie alla Chiesa, oserei dire alle Chiese in generale e, specialmente ai suoi vertici: più si sale nella scala gerarchica, e più la corruzione, il far finta di non vedere ciò che può danneggiare la visione da dare in pasto ai Fedeli della stessa, e le tentazioni del potere fine a sé stesso diventano potenti, prendendo il controllo proprio di coloro che  dovrebbero anteporre a tutto quei Fedeli.

Bella anche la chiara dichiarazione della serie: Padre Marcus è gay, ma questo non lo rende un prete pedofilo, anzi sembra proprio che lo renda migliore della media e, soprattutto, evidentemente non sgradito a Dio, come molti in quella Chiesa vogliono farci credere, visto che lo protegge e gli ha dato il Suo dono più grosso, combattere il male supremo. E, voglio essere onesta con voi, è nettamente il mio personaggio preferito nella serie.

Anche Padre Tomas, pur avendo una fede incrollabile in Dio, trova difficile resistere alle tentazioni dell’amore terreno con Jessica. Altra critica neanche troppo velata della serie alla richiesta da parte della Chiesa Cattolica di astenersi dai rapporti sessuali ai suoi preti. Sarà lui, una volta posto di fronte alla scelta liberamente, a decidere di dedicarsi interamente a Dio.

Così come la Madre Superiora che appoggia Marcus nell’esorcismo, alla fine, si deve muovere fuori dai canoni della Chiesa a cui appartiene per vincere il demonio.

Ma The Exorcist è soprattutto una grande serie horror. Drammatica, visivamente disturbante in ogni sequenza, angosciante in maniera penetrante (del tipo che salti sulla sedia in certe scene e pensavi invece di essere tranquillissimo). Una serie che ti “rimane dentro” a lungo, ti fa pensare e ripensare, che ti fa innamorare dei suoi due protagonisti, specie a Padre Marcus, così follemente che non vedi l’ora di rivederli ancora all’opera. Cosa difficile al giorno d’oggi, abituati come siamo alle serie “usa e getta”, tranne che per alcune rarità.

Ha un difetto, che spero verrà eliminato in caso di rinnovo della serie. Vuole a tutti i costi agganciarsi al film da cui trae origine, togliendo così a noi spettatori la sorpresa che dovrebbe essere la reale identità di Angela, la madre della posseduta. E facendoci anche vedere fin troppo chiaramente, a noi “vecchi” spettatori, la strada che intende percorrere.

Un altro difetto è dato dalla caratterizzazione della famiglia di Angela. Dovremmo provare empatia massima con loro, in modo da percepire più chiaramente il dolore e la disperazione derivanti dalla possessione demoniaca della loro figlia minore. In realtà, essendoci presentati immediatamente come la causa scatenante dell’unione di Padre Marcus e Padre Tomas e della loro evoluzione come personaggi, rimangono un po’ sullo sfondo, presi come siamo emotivamente dai due protagonisti principali.

In ogni caso una serie che ogni amante dell’horror e delle belle serie non può perdersi, soprattutto se, come detto sopra, ama saltare sulla sedia senza preavviso.

Antonella Cella

 


 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: