Thanks for the zombie – recensione

THANKS FOR THE ZOMBIES, uno strano fumetto zombesco made in Italy, recensito da Nicola Furia.


THANKS FOR THE ZOMBIES

INKIOSTRO EDIZIONI

di Nicola Furia

 

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La Collana: ONE SHOCK (INKIOSTRO EDIZIONI) propone albi spillati di una trentina di pagine dove periodicamente viene presentata una storia italianissima autoconclusiva. Si tratta di trame fondamentalmente di genere horror, di una trentina di pagine, in bianco e nero.

Com’è facilmente intuibile, il secondo volume, dal titolo THANKS FOR THE ZOMBIES, è dedicato al nostro genere preferito. Alla sceneggiatura Stefano FANTELLI e Marco GREGANTI, ai disegni Christian FERRERO.

Ammetto con piacere di essere rimasto favorevolmente colpito da questa strana graphic novel dalle atmosfere surreali ampliate dal tratto nervoso e dinamico del disegnatore.

In realtà non vi troverete alcuna trama corposa, né intrecci narrativi complessi…è solo una storiellina dove i protagonisti rimangono coinvolti in un’improvvisa epidemia zombie. Ma sono proprio i personaggi lunari e fuori di testa che la caratterizzano rendendo questo fumetto un piccolo gioiellino nel triste panorama finora offertoci dalla gran parte degli autori made in Italy cimentatisi nell’argomento.

Seguiamo così questo gruppetto eterogeno composto da un possente lottatore con la maschera di cane (che non toglierà mai), una giovane ragazza con un violino capace di incantare i morti viventi, un clown e una tatuatrice. Insomma, non sono certo i classici sopravvissuti alla The Walking Dead, né tantomeno gli spaccaculi e sfondateste tipici di queste storie. Si tratta fondamentalmente di reietti della società che reagiscono a modo loro alla fine del mondo.

Tra le macerie di un Italia invasa dai risorti, i quattro personaggi Felliniani intrecciano le loro storie interagendo in maniera dinamica e poeticamente violenta.

Come finisce la storia? Nella migliore tradizione delle storie zombesche Romeriane, la storia non finisce e i quattro improbabili sopravvissuti spariscono chissà dove, come lacrime nella pioggia, inghiottiti dall’apocalisse, lasciando lo spettatore affamato di notizie che probabilmente non avrà mai più…

 

Nicola Furia

 


 

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