Virus Z, trovata la causa del contagio

Attenzione, contiene un po’ di Pennati, Furia e De Felice.


 

 

 

Scoperta sensazionale da parte del team di ricercatori italiani

 

Virus Z, trovata la causa del contagio

“Abbiamo finalmente scoperto come si propaga il virus Z”

 

 

Milano- Il team di ricercatori guidato dal professor Pennati -che opera all’interno di un laboratorio in una località segretissima del belpaese- annuncia di aver finalmente scoperto il metodo di propagazione del cosidetto virus Z.

 

“Ci sono voluti due mesi di studi, indagini ed esperimenti ma alla fine ce l’abbiamo fatta” annuncia soddisfatto il professor Pennati in videoconferenza con i maggiori organi di stampa nazionali ed internazionali, senza riuscire a mascherare il suo entusiasmo.

 

“Ciò che sto per annunciare al mondo non sarà facile da credere ma è la verità nuda e cruda. A seguito di accurati ed approfonditi test effettuati dal team di esperti di cui sono fiero supervisore, siamo arrivati alla certa conclusione che il virus è contenuto in piccole ma sufficienti quantità all’interno di un dentifricio artigianale.

 

Alla domanda di un giornalista Francese sul come si sia arrivati a questa conclusione il Professore replica:

“Abbiamo concentrato la ricerca di indizi lì dove tutto ebbe inizio, cioè nel luogo in cui sono stati riscontrati i primissimi casi di contagio, ci siamo quindi recati al cuore del problema nel comune di Isola del Liri, piccolo paese in provincia di Frosinone. Ciò che ci ha spinto a concentrare in quel comune le ricerche era un dettaglio non trascurabile: pur non avendo nessuna apparente connessione tra loro, le persone di quel paese continuavano ad ammalarsi. Si è deciso così di indagare e grazie alla determinante collaborazione dei Carabinieri del nucleo Operativo guidati dal Colonnello Furia, abbiamo effettuato delle accurate perquisizioni all’interno delle abitazioni nell’area interessata. Operazione che è avvenuta non senza qualche imprevisto, dato che la località è al centro della zona rossa e gli uomini del Colonnello -che non smetteremo mai di ringraziare- hanno dovuto farsi strada con la forza. Una volta giunti sul posto siamo prima intervenuti nell’abitazione del paziente zero, il signor De Felice e successivamente nelle abitazioni degli altri contagiati. Abbiamo così ristretto il cerchio a pochi ma validi indizi, uno di questi era il dentifricio prodotto da un’erboristeria locale, presente in tutte le abitazioni perquisite.”

 

Alla domanda: Siete sicuri dei risultati dei test? Il professore replica:

“Non abbiamo alcun dubbio a riguardo, sono stati effettuati dei test specifici sui nostri scimpanzé e i risultati delle analisi non lasciano spazio ai dubbi. Il 100% delle nostre cavie ha tracce del virus nel sangue. Ricordo inoltre che la mutazione non è immediata e che quindi il periodo di incubazione del virus Z va dalle due alle cinque settimane. Stiamo per inviarvi tutti i dati relativi ai test in allegato.

 

Concludo questa conferenza stampa con un appello:

Tutti coloro i quali hanno fatto uso del dentifricio “Sorriso da mordere” si rechino immediatamente in uno dei presidi della croce rossa, domani potrebbe essere troppo tardi. Pregherei tutti gli organi di stampa, le radio e i mezzi di informazione di divulgare questo appello, grazie.

 

Il professore termina la lunga videoconferenza con una battuta:

“Dunque signori, a mio modo di vedere…meglio cariati che zombie.”

 

 

Alessandro Undici

 


 

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