Un colpo alla speranza – recensione

Durante il periodo estivo il nostro Igor Zanchelli divora libri. Questa volta ci parla di Un colpo alla speranza.


 

colposperSINOSSI

In seguito a delle misteriose aggressioni avvenute durante un corteo di protesta nel centro città, in pochi giorni Roma piomba nel caos, in mano a orde di folli zombie-cannibali che uccidono e saccheggiano le strade della Capitale. Dopo due settimane dai tumulti, in una città ormai distrutta e abbandonata, Marco e Pietro, la cui amicizia è nata proprio durante i disordini, decidono di lasciare Roma nella speranza di congiungersi con la sorella di Marco, a Sabaudia. Il loro sarà un viaggio pieno di insidie, in cui incontreranno altri sopravvissuti, ma grazie al quale scopriranno, soprattutto, che fine ha fatto il mondo che conoscevano.

 

 

 

 

Ebook: ASIN: B01H3YJ254. Prezzo: 2,99 €. Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

Cartaceo: ISBN-10: 1533619573. Prezzo: 12,90 Editore: CreateSpace Independent Publishing 1 edizione (4 giugno 2016)

 


RECENSIONE

Il prodotto si lascia leggere abbastanza bene e non sono presenti refusi o errori, segno di un’attenta e certosina revisione effettuata sulle bozze. La storia in sé è il più classico dei classici: epidemia, fuga, nascondersi, viaggio. Storia gloria e senza infamia.

Gli zombie presenti, che tuttavia rimangono dei protagonisti secondari, sono un mix tra gli infetti, tipo quelli di WWZ, e i non-Morti di Romero. Insomma sono trapassati ma hanno agilità, forza e velocità. Questo miscuglio in tutta onestà mi ha fatto un po’ storcere il naso, perché pensavo: “oddio allora siamo proprio fottuti”. Ma l’autore, che non è un neofita, cala l’asso, ovvero rende questi esseri ciechi, ma in grado di fiutare la preda attraverso l’odore. Così facendo, ci ha regalato una speranza.

Il libro parla di un viaggio che i due protagonisti intraprendono dopo essersi ripresi dallo shock iniziale per cercare una persona. Personaggi che durante il cammino diventano tre, per poi ridiventare due e poi nuovamente tre. Con le inevitabili morti di compagni di viaggio a cui ci si affeziona.

I personaggi sono descritti in maniera sufficiente, tuttavia si riesce a comprendere personalità e stati d’animo. Immancabile poi il concetto dell’homo homini lupus e l’incapacità croniche dell’essere umano di far fronte comune al pericolo, e diventare una sola cosa al fine di combattere e vincere la piaga che lo sta minacciando.

I Luoghi sono descritti, mi pare, sommariamente, ma non conoscendo per nulla Roma, magari mi sbaglio, ciononostante si riesce ad avere una idea del territorio e collocarlo all’interno della storia.

L’autore sembra volerci dire che ciò che dà la forza per andare avanti, per proseguire il viaggio lottando continuamente contro le avversità, sia la speranza e l’obiettivo. Perdere la speranza, non avere una meta, equivale alla morte. Chi si arrende è perduto. Nel finale ci dice anche che se non si è uniti, se si rimane da soli inevitabilmente si soccombe. Dobbiamo essere in gruppo per sopravvivere, infatti l’unica volta che il protagonista decide di fare qualcosa da solo, seppure animato da un buon proposito, finisce per avere una brutta sorpresa.

In conclusione seppure la storia non mi ha appassionato, ha avuto il merito di tenermi incollato per sapere come sarebbe andata a finire. Non mi sono per nulla legato alla sorte dei personaggi, dei quali non mi interessava, ma era il viaggio, la meta che mi incuriosiva. Volevo sapere come si sarebbe conclusa questa sorta di espiazione, che i viandanti stavano facendo.

Gli darei un tre stelle perché è scritto bene, dal punta di vista tecnico intendo, e perché se sviluppato meglio, ampliato e con l’aggiunta di un poco di trash, il libro può diventare un ottimo prodotto.

 

 

Igor Zanchelli

 


 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: