Zombie week di The Mac Guffin

Neanche la settimana di pasqua sfugge al richiamo dei nostri amici deambulati. Per tutti gli amanti dei film, vi presentiamo gli amici di THEMACGUFFIN.IT.  Saranno loro a spiegarvi chi sono e cosa hanno in serbo per tutti noi.

 

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Siamo brutta gente a cui piace il cinema.

Sospettiamo che almeno il 40% di noi sia stato concepito in un cinema.

Siamo tutti abbastanza appassionati da aver voglia di perdere qualche ora della nostra vita a creare e far vivere un portale dedicato. Ne esistono già tantissimi, quindi speriamo davvero che il nostro sarà inutile: inutile come la valigetta di Pulp Fiction. Nasce cosi il  sito The MacGuffin.it nel febbraio 2016

Presi dall’entusiasmo delle feste pasquali abbiamo deciso creare una settimana a tema. Giocando con la parola risurrezione (o resurrezione) abbiamo pensato a vari argomenti possibili, uno di questi era legato alla resurrezione artistica che nella storia del cinema hanno fatto alcuni attori o registi (per esempio un Travolta). L’idea però è stata accantonata per seguire la passione/ossessione di una del nostro gruppo (si, la stessa che odia il mio caro e giovane Nilsson) e ci siamo ritrovati a parlare di zombie.

Quale miglior occasione per parlare di un tema che ha invaso, come una vera e propria moda, tanti aspetti dell’intrattenimento. Videogiochi, cinema, serie tv, libri, fumetti hanno visto i cadaveri risorgere dalle tombe e piazzarsi su una tavola da surf cavalcando l’onda del gradimento.

Lo zombie, oltre ad essere il soprannome del vostro fidanzato/a più noioso/a, contiene dentro di se numerosi spunti di riflessione interessanti. Prima di tutto rappresenta il paranormale, il mistero, l’inspiegabile. La morte, vista come capolinea, diventa un nuovo punto di partenza per qualcosa che sfida le leggi della fisica ma anche quelle religiose. La capacità di risorgere dalla morte è concessa unicamente ad un Dio in praticamente tutti i culti che conosciamo.

In alcune opere di narrativa, troviamo come causa scatenante del ritorno alla morte proprio l’uomo. È l’uomo che con una serie di esperimenti, tentativi, cerca di superare il limite umano del non essere eterno. Lovecraft, con Herbert West, Reanimator, libera gli zombie dal cliché che li vedeva collegati ai riti vodoo e mette tutto nelle mani di un dottore e del suo farmaco. Anche se personalmente ricordo un certo dottor F. che cercò con successo di rianimare un cadavere, ed era solo il 1816.

È interessante sottolineare anche l’abbinamento apocalisse/zombie. Quando i morti escono dalle tombe o hai dimenticato la finestra del bagno aperta, succedono sempre cose brutte. Una di queste è l’apocalisse zombie. Cioè orde intere di morti che prendono i posti dei vivi. Lo fanno sul serio, inserendosi nella catena alimentare in una posizione sopra all’uomo. Bello non avere un nemico naturale, vero?

Sicuramente, chi aperto le porte del cinema a questi esseri in putrefazione è stato Romero con La notte dei morti viventi. Il regista non solo crea il capostipite di un genere horror (o cinematografico?) ma affronta temi che vanno oltre il misterioso mondo dei morti. Conduce lo spettatore a porsi delle domande, tutte riferite alla società americana di quei tempi ed è forse quella la vera genialità dell’opera.

Godetevi la nostra settimana zombie.

 


 

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