Milf vs Zombies – recensione

 

Pensavo onestamente che il punto più basso della cinematografia zombesca mondiale fosse stato raggiunto con roba inguardabile come Vampires vs Zombies, ma no, la fossa non era ancora abbastanza profonda, si può ancora continuare a scavare. Via i vampiri, ormai sono passati di moda, avanti le MILF!

 

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MILFS vs Zombies è la dimostrazione che internet ha perso. O ha vinto, che dir si voglia. Fino a qualche anno fa c’erano i film della Troma, e già molti di quelli erano il male assoluto, ma perlomeno per farne uno ci voleva un certo investimento finanziario, e soprattutto per distribuirlo servivano dei contatti, dei canali, un minimo di richiamo… Oggi no, oggi c’è internet e internet divora tutto. Qualsiasi cosa. Soprattutto la più stupida. Oggi se quattro amici si ritrovano una sera, si ubriacano, fumano qualche canna ed iniziano a buttare giù idee per i film più stupidi che si possano immaginare possono sempre trovare qualcuno con una telecamera (e qualche amica abbastanza esibizionista da mostrare le tette) disposto a dire “perché no, giriamolo!”.

 

 

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Salvatemi dall’apparire in questo film, VI PREGOOOOOO!!!

 

 

MILFS vs Zombies. Non c’è nulla da spiegare, dai, ci sono delle allegre tardone con le puppe di fuori e dei morti viventi. Poi vabbè ci sarebbe persino una trama, con i mariti che si sono ritrovati di nascosto dalle mogli per andare in una sorta di club privato dove imperversa ogni sorta di perfezione, mentre le mogli bevono vino e parlano di cazzi sedute sul divano. Ma è solo una scusa per mostrare squartamenti, sbudellamenti, tette sanguinolente, qualche pene di plastica strappato e persino delle tope depilatissime!

Sapete cosa, per farsi quattro risate va persino bene. In fondo c’è gore, ci sono momenti che vi faranno esclamare “ma che cazzo succede?”, ci sono gli zombie e alcune delle tizie sono anche passabili. Certo, tralasciando la recitazione inesistente, i movimenti di camera che io con un telefonino avrei fatto meglio, alcuni effetti speciali che Bava negli anni 60 avrebbe sputato in faccia ai produttori, tralasciando soprattutto il fatto che non si sente una sega, perché l’audio è in presa diretta e ovviamente nessuno ha pensato che i film VERI vengono doppiati, o almeno registrati con qualcosa di meglio del microfono della Chicco.

 

 

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“Ho girato questo film in cambio di una bottiglia di Tavernello bianco!”

 

 

La verità è che questo non è un film vero, punto. A qualcuno va bene lo stesso, ho letto recensioni in giro su internet da 4 stelle su 5 che mi avevano fatto sperare in qualcosa di ironico e decente. Invece no. Fa ridere perché è brutto e stupido. Pazienza. L’invito al regista è la prossima volta di comprare una telecamera più recente del 1985, di imparare a registrare i dialoghi e soprattutto di chiamare almeno qualche teen a rimpolpare la fila delle gnocche.

 

 

Michele “milf” Borgogni


 

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