Io zombo, tu zombi, lei zomba – recensione

Credo francamente che sia necessario, per un sito che vuole offrire una panoramica completa a 360° sul mondo dei morti viventi e che ha da poco fatto uscire la raccolta di racconti Spaghetti Zombie, prendere in esame i classici del nostro Belpaese, ed io, dal basso della mia rubrica, non posso non dare il mio contributo.

Quindi.

 

IO ZOMBO, TU ZOMBI, LEI ZOMBA

 

iotulei

 

 

Da qualche anno il mondo del cinema di serie Z è invaso da parodie e mockbusters, pellicole che prendono spunto dai maggiori titoli in uscita nei cinema e tentano di approfittare dell’hype con budget ridicoli, vecchi attori che cercano di riciclarsi, se va bene qualche milfotetta siliconata e degli effetti speciali che ahahah. La Asylum ci ha costruito un impero, ed il mondo dei fan dell’orrido va in sollucchero ogni volta che vengono annunciati i vari Android Cop, Almighty Thor o Atlantic Rim. Ma l’Asylum non ha mica inventato nulla! Nel 1978 usciva Zombi, la seconda pellicola horror del ciclo dei morti viventi di George Romero. In Italia il successo fu molto grande, anche grazie al richiamo del co-produttore, il nostro Dario Argento, che mise mano pesantemente al montaggio e creò un vero e proprio nuovo film per la distribuzione europea. I vari copioni provarono ovviamente ad approfittare dell’hype creatosi: Fulci fece immediatamente uscire il folle Zombi 2, Umberto Lenzi cominciò a lavorare ad Incubo sulla Città Contaminata, quel maialone di Joe D’Amato provò la commistione con il porno in Le Notti Erotiche dei Morti Viventi. E Nello Rossati, che con l’horror non aveva proprio nulla a che vedere, la buttò in farsa con Io zombo, tu zombi, lei zomba!

 

 

iotulei

 

 

Lo sforzo produttivo fu cospicuo. Beh, almeno per quanto riguarda il casting, che è davvero di all-stars! Il protagonista è il mitico Renzo Montagnani, un becchino appassionato di romanzetti horror che leggendo una formula magica per errore risveglia dalla morte (oh, può succedere) tre vittime di un incidente stradale, Daniele Vargas, Cochi Ponzoni e Duilio Del Prete e per lo shock muore vittima di un attacco di cuore. Per fortuna i tre resuscitati rileggono a lui la stessa formula, così da portare anche lui nella schiera degli zombie. I quattro si autoconvincono di doversi comportare come nei film di Romero e di doversi nutrire di carne umana. Per riuscire nel loro losco piano decidono di usare come base operativa l’hotel dell’anziana zia di uno di loro per provare a nutrirsi dei clienti…

 

 

iotulei

 

 

Nel cast, tra gli ospiti dell’hotel, anche Anna Mazzamauro, Gianfranco D’Angelo, Nadia Cassini ed il quasi esordiente Tullio Solenghi, e… niente, si vede che tutto il budget era stato speso per il casting, perché il film fa veramente schifo sotto ogni punto di vista. Non fa paura, e questo ce lo potevamo immaginare. Le location sono squallide, il ritmo è blando, alla parte comica (?) è affiancata una sottospecie di trama giallo-horror e c’è un maledettissimo ragazzetto odioso che trova la formula e comincia a risvegliare altri morti. Gli unici momenti azzeccati sono la vecchia zia che cade per un altro infarto quando vede il nipote tornato dalla morte e non viene resuscitata apposta, e al contrario Nadia Cassini che viene zombificata per tentare di trombarsela. Basta. Montagnani stesso in un’intervista definì questo film “una cazzata”, se non vi fidate di me fidatevi almeno di lui.

 

 

Michele Borgogni


 

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