Dylan Dog, gli zombie e … Don Matteo

di Nicola Furia


Forse vi starete chiedendo cosa centra Don Matteo.

Sbagliate! Parlando di Dylan Dog dovreste chiedervi cosa centrano gli zombie.

Nulla! Gli zombie con Dylan Dog non hanno mai avuto niente a che fare. Anche se gli autori “furbescamente” spesso li mettono in copertina, compreso nello storico numero 1, “L’alba dei morti viventi” (a proposito io ce l’ho…originale, si intende), malgrado spesso compaiano di sfuggita nelle storie dell’indagatore dell’incubo, i nostri mostri preferiti non hanno mai avuto un ruolo di protagonisti nelle vicende del DOG.

E quindi lo ammetto. Confesso di aver schiaffato la parola “zombie” nel titolo al solo scopo di ingannare la Redazione di ILOVEZOMBIE.IT, per farmi pubblicare questo articolo con il quale posso finalmente e pubblicamente dire cosa ne penso di questo personaggio che più che da incubo è da sonno soporifero.

Avrete sicuramente intuito che non nutro particolare simpatia per quest’uomo triste e noioso che vanta milioni di lettori in tutta la penisola. Anzi, voglio essere più esplicito: a me Dylan Dog sta proprio sulle palle! Ecco, l’ho detto!

Non sopporto il suo buonismo perpetuo a 360 gradi, le sue lagne da depresso radical chic, la sua morale da quattro soldi alla Don Matteo…appunto, il suo semplice vestitino sempre uguale, il suo schierarsi dalla parte giusta della barricata, immancabilmente in difesa dei più deboli (umani o mostri che siano), senza mai un eccesso, una scorrettezza, una parolaccia (che non sia quel ridicolo “Giuda ballerino!”), una cazzata qualunque che ci faccia all’improvviso sgranare gli occhi bloccando l’inevitabile, lento e progressivo calare della palpebra.

Ma che palle Dylan Dog!

Mio nonno mi diceva sempre: “stai attento agli uomini che apparentemente non hanno vizi, sono i più pericolosi!”. Aveva perfettamente ragione. Io, infatti, facendo l’enplein dei vizi risulto una bella personcina affidabilissima. Invece Dylan Dog non beve, non fuma, non mangia spropositatamente, non gioca… insomma un prete mancato alla Don Matteo…appunto (vabbè, “prete” per modo di dire, dato che la gran parte dei preti i vizi ce l’hanno, eccome se ce l’hanno!).

“Eh no!”, direte voi, “Dylan Dog un vizio ce l’ha: scopa come un riccio!”.

Non è vero! Dylan è noiosamente corretto anche in quel settore. Non è un simpatico puttaniere sciupafemmine. No, lui si innamora sempre! Non pratica un disdicevole sesso senza amore, tutt’altro! Lui se non è innamorato non va sotto coperta. E non è mai lui a lasciare la “fidanzata” di turno, ma sono le donne che, dopo averlo usato, lo mollano (e vorrei vedere… come si fa a reggere più di 24 ore una persona così pallosa?). Insomma, sedotto e abbandonato.

In realtà, a pensarci bene, la figura femminile nelle storie dell’indagatore dell’incubo e quanto di più bistrattato e umiliante che ci sia. Le donne che compaiono nei racconti (spesso al solo fine di finire tra le braccia esili del dolce Don Giovanni) spariscono nel nulla! “Ma che fine ha fatto quella biondina simpatica del numero precedente?” spesso ci chiediamo “E la brunetta tosta del mese scorso?”. Nulla. Non se ne sa più nulla. Non se ne fa il minimo cenno. Si tratta di esseri femminili insignificanti la cui scomparsa non merita neanche una spiegazione. Alla faccia del femminismo!

E poi che noia la banale metodicità del personaggio, la sua insopportabile sobrietà. Fa sempre le stesse cose noiose. Interi pomeriggi dedicati al modellismo (che, chiedo scusa agli appassionati del settore, ma non è certo un hobby tra i più vivaci), ore e ore appresso a quel cavolo di galeone, che ti verrebbe voglia di prendere e spaccargli sulla testa.

E del rapporto con il cibo, ne vogliamo parlare? Ok, è vegetariano e non commento questa sua abitudine alimentare per non infastidire i vegani. Ma parliamo di quando porta a cena la bellona di turno. Cosa ordina? La pizza! Sempre e solo la pizza! Che palle! Mai na botta di vita. Uno spaghetto alla carbonare, due penne all’arrabbiata, gli gnocchi alla sorrentina…niente, sempre sta cazzo di pizza. Che poi, sono convintissimo che ordinerà immancabilmente la classica Margherita, guai a provare gusti nuovi.

Anche le scene di sesso sono fotocopie. Posizione del missionario ad oltranza. Conosce solo quella! Ma non c’è nessuno che gli possa regalare un libro accuratamente illustrato del kamasutra?

“Sì, ma tu che vuoi?” – mi chiederete voi – “Ti sei scordato che è un albo Bonelli? Cosa pretendi?”.

E’ vero, avete ragione. Inizia a comprare i fumetti di Dylan Dog (in realtà ho i primi cento numeri…eheheheh) perché mi pareva che andassero fuori dalla regola aurea del perbenismo dominante. E, in realtà, il bravo Tiziano Sclavi, creatore del personaggio, nelle prime avventure deviava eccome dalla retta via Bonelliana. C’era splatter, originalità, umanizzazione del mostro, dinamismo. Poi, quando la serie ha raggiunto il grande pubblico, è iniziata la calata vertiginosa.

Quello che però mi ha infastidito notevolmente è stata la “rivoluzione” annunciata con fanfara e grancassa del personaggio (forse per tamponare la calata nelle vendite). “Ne vedrete delle belle!” – dicevano introducendo Roberto Recchioni al timone della serie – “Scordatevi il vecchio Dylan Dog, tutto cambierà!”.

Io, come penso molti di voi, sono caduto nella truffa mediatica e ho iniziato nuovamente ad acquistare gli albi.

“Chissà che succederà?” – mi chiedevo entusiasta- “Forse tornerà ad ubriacarsi! Vuoi mettere che ficata un indagatore dell’incubo inciuccato dall’inizio alla fine. Forse addenterà una fiorentina al sangue innaffiata con un ottimo Cabernet. Forse butterà al macero quella pistoletta ridicola e impugnerà una 44 magnum. Forse….”.

Nulla di tutto questo. Noioso era e noioso è rimasto.

La grande novità qual è? Dylan Dog usa internet!!! Alla faccia dell’innovazione!

Questo sì che un colpo di scena! Una di quelle trovate pazzesche che ti lasciano a bocca aperta, che ti fanno sbarrare gli occhi e urlare frasi volgari e blasfeme tipo…

GIUDA BALLERINO!

 

Nicola Furia


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