Generazioni in guerra

di Gallipoli Salento


Pietro è stanco, nervoso, mentre apre la porta del gabbiotto.

– Ciao Pietro.

– Ciao Marco.

– Ti vedo strano ehi, cosa succede?

– Che succede? Me rode il culo. Manno torto 7,50 euro dalla pensione e non devo da esse strano?

Pietro era un romano d.o.c., quando era nervoso, l’italiano non sapeva più parlarlo.

– Ma che te lo dico a fa te, stai lì con quer cazzo de cellulare a giocà. Che ne sai te, che unica cosa che sai fà è de giocà, o de scrive l’arabo a quer cellulare.

Marco sta zitto, quando Pietro “comincia”, è meglio tacere. Pietro è un vecchio carabiniere, dimessosi dall’arma per stizza nei confronti di un superiore che gli aveva dato filo da torcere. Si è arrangiato a svolgere vari lavori, compreso alcuni nella sicurezza privata, mai a nero. Borioso e sanguigno, leale e onesto.  La pensione non è un granché, a 69 anni è costretto ancora a lavorare. Marco è un ventenne, al primo impiego, poca voglia di studiare. Il padre si è prostrato a destra e manca per farlo assumere, ma è una lotta continua per farlo ragionare. Figlio del tempo moderno, nessuna responsabilità nessun ideale, un bambacione. Pietro spesso a Marco gli dava una strapazzata, è un imbranato, non ne fa una giusta, tutto sommato Pietro cerca di aiutarlo a crescere. Pietro è il guardiano anziano di un deposito di benzina. Questo posto lo hanno preso in gestione insieme.

Marco con voce incisiva

– Pietro! Hai sentito che si dice in giro?

Pietro lo guarda con sufficienza

– Che devo aver sentito?

– Ma come non sai di cosa parlo?

– Nooo, ho detto che non lo so. Dì, non sta a girà tre ore. Che dovrei sapere?

– Dicono che ci sono dei morti viventi che assalgono, uccidono e mangiano le persone…gli zombie.

Pietro guardandolo, comincia a ridere di cuore

– Marco, te canni? E magari fosse na canna! Sì, te non te droghi, lo so. Te co stì giochi te sei bruciato er cervello e pure un po’ er… Fai tutto co internet, pure l’amore. T’ho visto l’altra sera a smanettarti l’uccello!

Marco avvampando in viso, avrebbe voluto soffocarlo.

–  Falla finita, Marco, così te rincojonisci. Prendi coraggio, parla, esci co na regazza, prenni quarche sventola, se le regazze ancora le danno, ma vivi, cazzo, fori da quel cellulare. Vivi! Per quanto riguarda gli zombi so storie metropolitane. E smettila che ora dobbiamo andare a fare il giro di controllo.

Marco prendendo la torcia, continua a smanettare con lo smartphone e lento com’è , Pietro è già fuori. Marco lo segue, camminando tra i serbatoi di benzina. Non si è ancora abituato alla variazione termica e ai rumorosi ingranaggi dei serbatoi in funzione, ma sente un rumore diverso dagli scoppiettii delle macchine industriali, come di passi. Pum! Un sobbalzo.  Gira la torcia verso la provenienza del rumore e vede tre figure che avanzavano lentamente, barcollando.

-Pietro! Pietro!

comincia ad urlare correndo per un vialetto

– Pietro gli zombieee!  Pietrooooooo!

Pietro sente Marco urlare. Si ferma tutto urtato.

– Mo’ je do na pizza. Stasera me c’è trova de buzzo bono.

– Che c’è? Che hai da urlare così?

– Pietro gli zombiiiii!

Pietro prende la torcia, illumina Marco e vede dietro di lui tre figure orribili.

– Cazzo, e che so questi?

Marco si avvicina

– Visto che è vero? Visto che ho ragione?

In quel attimo Pietro deve pensare, ma Marco urla:

– Ho letto che gli si deve sparare in testa per farli morire!

Ormai sono troppo vicini, stanno per prendere Marco.

– Pietro fa qualcosaaaaa!

Pietro è impassibile e in pochi attimi, fa il punto della situazione.

– Ho una pistola, scarica, la porto solo per scena. Ho ucciso un uomo in passato e non sono mai uscito fuori da quel rimorso. Ho una torcia, uno zippo e delle sigarette. Marco non ha il porto d’armi, dispone di una torcia e di quel cazzo di cellulare. La situazione ora è chiara come la pece.

Pietro dice  a Marco

– Corri verso l’ingresso del serbatoio B. Corri più veloce che puoi.

Anche Pietro comincia a correre nella stessa direzione. Gli zombie avanzano imperterriti, sentono l’odore di carne viva. Marco e Pietro, trafelati, arrivano all’ingresso del serbatoio.

Marco piange

– Ora che facciamo senza pistole? Moriremo!

Pietro guardandolo, esclama disgustato

– Che cacasotto che sei Marco! Te meriteresti de esse magnato. Sei come loro, uno zombi! Non vali un cazzo, non hai iniziativa, sei na cosa morta.

Pietro prende la pompa della benzina per il controllo del carburante, la srotola tutta fino alla fine, impugna il manico, pigia e piscia petrolio sugli zombi. Il getto è così violento che gli zombie si bloccano.

Poggia la pompa, prende lo zippo e lo scaglia acceso su di loro. WOOMMMMM! Una fiammata! Gli zombi si muovono come frasche, bruciando.

Pietro li guarda ed esclama

– Povero mondo se siete tutti così.

Marco, ripresosi, guarda il falò e chiede – Tutti chi? Parli degli zombi?

– No parlo di te e della tua generazione, bofonchia Pietro allontanandosi.

– Papà, te lo dico per la prima ed ultima volta, sei un coglione!

BOOOOOOOOOM!!!

Gallipoli Salento


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