Cronache della sopravvivenza – seconda parte

di Luca Pennati


Giorno 5

Ore 10:00

Sto pensando di tornare a casa mia dopo che sarò stato al centro commerciale, la trovo sicuramente più confortevole. Tuttavia da qua la vista è migliore. Qui a fianco c’è una villetta, simile a dove sto, con la porta del retro che sbatte continuamente a causa del vento, è da un po’ che ci penso: il vento! È da l’altro giorno che ha iniziato a tirare un vento insolito per queste parti, mah! …  Magari è solo paranoia, però cos’è normale ormai? Saranno mica normali quelli lì fuori? Quindi…

Comunque quella casa mi alletta, sembra disabitata e al secondo piano ha una bella visuale, domina proprio la strada di fronte.

Ho trovato una scala pieghevole e un’accetta, potranno essere d’aiuto.

Ore 14

Sono andato e tornato. Sono vivo per raccontarlo.

Le intenzioni erano semplici: prendo scala e l’accetta – esco in giardino – salto la staccionata – attraverso il giardino del vicino – entro in casa – cerco provviste – ritorno al rifugio se non trovo di meglio.

Nella realtà le cose si sono mese di traverso fin da subito, la scala che ho trovato nello scantinato, era un po’ troppo bassa ma facendo un po’ di equilibrismo è servita allo scopo, l’ho fatta passare dall’altra parte per poterla usare al ritorno; tuttavia c’era chi mi aspettava.

Dopo che sono sceso mi son sentito afferrare alle spalle ed è avvenuto il primo contatto diretto ed improvviso con quelle cose putride; son finito a terra e poi l’ho visto… cazzo che schifo… doveva essere morto e risorto fin dall’inizio: viola in viso, occhi vitrei e …puzzava, cristo se puzzava…

Per fortuna che cadendo ho avuto la prontezza di riflessi di rotolare sul fianco se no mi sarebbe caduto addosso e addio…

Ho preso l’accetta e glie l’ho conficcata nel cranio, così…velocemente e senza pensarci, come se lo avessi sempre fatto; ha incominciato a fuoriuscire una melma verdognola maleodorante… poi è definitivamente morto e io ho vomitato tutto il vomitabile; è stato davvero tremendo, anche psicologicamente, è stato il battesimo della morte e non poteva accadere nel modo peggiore. Ho incominciato a tremare e a pensare che niente sarebbe stato più come prima.

Dopo che mi sono ripreso, ho guardato in giro se non ce ne fossero altri anche considerando il rumore che avevo fatto. Non so perché ma ho urlato, fortissimo. Avevo bisogno di sentire la mia voce fuori dalla mia mente.

Poi l’ho fatto, ho preso coraggio e sono entrato in casa, anche lì puzza, puzza a non finire e poi ho capito: il tizio del giardino era il babbo, dentro casa c’era la famigliola morta e sbranata, poi ho guardato meglio il babbo era stato misericordioso e, prima di diventare zombie lui stesso, aveva “sistemato le cose”, lo sbranamento era successo dopo… forse.

Ho vagato un po’ in giro ma non ho trovato nulla, quindi, anche per evitare il puzzo infernale, ho deciso di tornare da dove ero venuto e poi mi sono sentito sfinito ma “al sicuro”.

Spero nel giorno che verrà, devo andare al centro commerciale, ma come? Ho mangiato della carne in scatola. Ora dormo!

L’accetta è rimasta nel cranio oltre la staccionata. Più tardi andrò a recuperarla.

Ore 23:00

È buio, scrivo con una candela accesa. Ho già ripreso la mia accetta. L’agitazione sta prendendo il sopravvento. Meglio che scrivo.

Nel pomeriggio mentre andavo a recuperare l’arma ho sentito un trambusto notevole tutt’intorno. Lì per lì non ho capito, qualcosa ha attirato gli azzannatori che ogni tanto passavano lungo la strada, lontano da qui… poi ho iniziato a sentire un rumore incessante in sottofondo, misto ai lamenti degli infetti che sono veramente tanti, non so più cosa pensare! Guardando dalla alto della finestra ho scorto l’orda radunarsi minacciosamente proprio dove vorrei andare io.

La radiolina portatile che ogni tanto controllo non ha cambiato il messaggio trasmesso e non è un buon segnale. Pensavo di muovermi domani ma aspetterò ancora per vedere cosa sta succedendo.  Non si possono fare piani sensati. Ormai si ragiona di mezz’ora in mezz’ora.

Quel qualcosa che ha attirato gli infetti era l’allarme del centro commerciale.

Ha suonato fino a 15 minuti fa.

Qualcuno stamani deve essersi introdotto e deve averlo fatto scattare. (BEH GRAZIE TANTE STRONZO) Già è incredibile che le batterie abbiano resistito fino ad ora, probabilmente allora qualcos’altro sarà in funzione dentro. Ho un miraggio ed ha la forma del banco frigo.

Per tutto il pomeriggio sarebbe stato impossibile avvicinarsi.  Dalla mia postazione ho potuto solo guardare l’ingresso principale prospiciente al parcheggio distante almeno un chilometro. Le macchine parcheggiate non sono molte e qualche infetto ci girava intorno. Molti sono stati a ridosso alle vetrate d’ingresso. È stata una scena che ho visto almeno venti volte nella mia vita: nel film di George Romero, che assurdità. Il maestro aveva visto giusto. La nostra società si è rivelata per quello che è: malata

Finché ha suonato l’allarme ci saranno stati almeno 200 zombie là intorno.

Tuttavia visto che l’attesa mi stava distruggendo ho girovagato per casa, nello scantinato ho trovato una cosa fichissima. Probabilmente il proprietario era un collezionista: una fantastica armatura medievale completa. Incredibile.

L’ho provata e mi sta pure bene, peccato che pesi almeno 40 chili. Come facevano nel medioevo? Altra gente, altro temperamento.

Penso che userò le parti principali: copri busto, copri schiena, braccia, e poi vediamo. Ho trovato anche una cotta di maglia con l’elmo. Non sarò all’ultima moda ma credo che domani farò la mia porca figura. I movimenti saranno un po’ rallentati però dovrei riuscire a tenere a bada gli infetti.

Ora spengo. Per il momento sono al sicuro. Domani non so.

Giorno 6

È mattino, i ragazzi lì intorno non accennano ad andarsene. Ne vedo di tutti i tipi e generi: giovani, vecchi, uomini, donne. Nessuno si è salvato.

Ora procederò alla vestizione, e andrò in battaglia… non so da dove mi sta uscendo questa ironia… non c’è proprio niente da ridere. Ricordandomi di come è composto il palazzo del Centro Commerciale, credo che punterò verso il lato destro dello stabile dove c’è la scala antincendio.  Non so cosa troverò ad aspettarmi. Ho paura che non dovrò preoccuparmi solo degli infetti ma è un luogo troppo fondamentale.

Ci sentiamo più tardi. Spero.

Ore 14

Sono da poco passate le due del pomeriggio, sono su un container posizionato vicino al parcheggio, il tragitto per arrivare qua è stato “abbastanza” semplice: ho scelto di camminare in mezzo alla strada in modo da mettere più aria possibile tra me e i gli edifici presenti. Ho dovuto sbarazzarmi di un paio d’infetti.

Si muovevano rapidi, troppo precisi per i miei gusti. L’armatura ha fatto i suo dovere. Certo che con l’elmo con pennacchio rosso sembro un viaggiatore del tempo capitato nell’era dell’inferno. Potessi tornare indietro…

C’è una scala sul retro, da li potrei raggiungere il tetto ed entrare.

Il problema è: COME RAGGIUNGO LA SCALA?

Ore 18

Poco fa mentre cercavo di decidermi sul da farsi, ho sentito un rumore di motori. È passata a tutta velocità una carovana di auto dritta in mezzo agli zombie nel parcheggio.

Al momento ho colto l’avvenimento con stupore, mi stavo dimenticando della possibilità di vedere altra gente viva, addirittura con mezzi funzionanti. Ho approfittato della confusione per avvicinarmi.

5 Infetti eliminati. Sono sul tetto. La colonna di auto al momento si è allontanata, forse è stato un passaggio di controllo. Vedremo.

Spero tanto che non sappiano arrampicarsi, alcuni di loro mi hanno seguito fino alla scala.

Ore 18:15

NON SANNO ARRAMPICARSI!!!!

Sono entrato nel centro commerciale, la porta era forzata…

Il centro mi è parso deserto, però qualcuno o qualcosa ha fatto scattare l’allarme… Qui sembra sicuro.

Le serrande sono abbassate.

Probabilmente non avevano ancora aperto quando si è scatenato questo casino.

IN OGNI CASO, CHI SE NE FOTTE?

Ore 20:00

C’è la corrente in alcune zone del centro commerciale.

Ci dev’essere un generatore d’emergenza.

Nessun segno di vita, tranne quella dei morti la fuori…

Mi sono rintanato nei bagni del secondo piano, ho due solide porte chiuse a chiave tra me e l’atrio.

Dormirò qualche ora. Ho mangiato una scatoletta di tonno.

GIORNO 7

Ore 5:00

Sto sentendo dei rumori nell’atrio. Voci. Sembrano tranquille. Ci siamo, ora scoprirò se vivrò oppure no.

Ore 11:00

Ho fatto amicizia 😉 ma non senza un po’ di apprensione. Siamo circondati dagli infetti, io ero al secondo piano, loro al piano terra, loro non avevano controllato tutto il centro e io neppure. Quindi quando ho deciso di mettere fuori il naso dal mio nascondiglio, ho dovuto gridare il mio nome forte e chiaro per farmi individuare, non volevo essere scambiato per uno zombie prima ancora di essere guardato bene. Ci sono situazioni in cui prima si agisce e poi si ragiona…

Sono sopravvissuti della zona, 5 adulti ed un ragazzino. Non li avevo mai visti in giro.

Uno di loro è ferito piuttosto seriamente, dice di essere stato morso da un cane.

(NUTRO SERI DUBBI)

John, Sarah, Michael (l’amico degli animali), Amy, Tisha e Andrew.

Sono loro che hanno fatto scattare l’allarme.

Ore 15:00

I ragazzi si sono sistemati nella Hall, ed io con loro adesso. Ho recuperato l’armatura che per prima cosa ha fatto molto ridere ma dopo aver toccato con mano la robustezza, è stata quasi venerata.

Ci siamo divisi le zone e abbiamo visitato il centro commerciale. Si è rivelato una vera e propria miniera d’oro.

Ora ho un nuovo zaino, un sacco a pelo e un coltello. Cosa più importante: abbiamo accumulato provviste per 15 giorni.

Dal negozietto di “caccia e pesca” ho recuperato una balestra con 30 frecce, 5 corde di ricambio.

Una muta da sub, scarponcini tattici. Completa il mio equipaggiamento un piccolo kit di pronto soccorso ed un binocolo tascabile.

La mazza da baseball, ho deciso di sostituirla con un Machete. Ho deciso di sostituire la protezione offerta dalla cotta di maglia decisamente pesante, con la muta da sub, l’avevo letto in un libro e son convinto che sia più funzionale.

Lascio anche il fucile a John.

Ho preso 2 pistole, una decina di caricatori e 4 scatole di proiettili.

Ore 17:00

Sembro l’unico ad essere equipaggiato per la terza guerra mondiale.

Gli altri sono piuttosto apatici e spaventati (NON CHE IO NON LO SIA).

Michael sta peggiorando.

Ore 18:00

MI HA MORSO!!! IL BASTARDO MI HA MORSO…

Sembrava dormisse, ma all’improvviso si è alzato e mi ha morso un braccio…

Per fortuna la muta da sub ha fatto il suo dovere.

Non è riuscito a perforarla con i denti. C’è stata una colluttazione, per fortuna che non ero da solo.

Prontamente John ha imbracciato il fucile ed è riuscito a sparargli in testa. Il botto è stato tremendo, faccio fatica a sentire. Abbiamo trasportato il cadavere nell’atrio. Forse lo bruceremo. Dovremmo. Per il momento lo abbiamo coperto con un classico lenzuolo. È stato un momento tristissimo però…UN CANE EH??!!! FANCULO.

Ore 20:00

Tutto tranquillo…Per ora…

Abbiamo fatto un abbondante cena. Carne in scatola, zuppe, yogurt. C’era ancora della frutta commestibile.

Siamo chiusi nel negozio di mobili. Ci sono letti, cuscini e coperte.

Purtroppo il generatore ha smesso di funzionare. Domani dovremo capire come sistemarlo.

Ora è buio. Ho acceso una candela e guardo i miei compagni dormire, siamo in 5 disperati, e nessuno di noi sa cosa succederà domani. Penso che per un po’ questa sarà la nostra casa.

Nella confusione è da ieri che non accendevo la radiolina. Forse complice la posizione, ho captato un segnale. Probabilmente siamo vicini al punto di trasmissione. Ho sentito chiaramente: “Tenete pronte le armi. Domani entriamo”.

Ecco ci risiamo, chi sarà? Saranno quelli della colonna di auto? il problema è che non sembrano benintenzionati. Ho parlato con John, ci difenderemo.

To be continued …

Luca Pennati


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