IL MIO MIGLIORE AMICO

di Sonny Rossi


 

A 3 mesi dall’infezione lo trovai, mentre, come un animale, mi aggiravo tra le strade in cerca di cibo ed equipaggiamento.

Stavo rovistando in un auto abbandonata solo io, la mia glock e la vecchia doppietta di mio nonno, quando alzai lo sguardo e lo vidi, maestoso con la sua pelliccia immacolata. Era da mesi che non vedevo qualcosa sporco, di rosso sangue, un pastore tedesco, se ne stava lì a tre metri da me seduto con la testa piegata a destra e mi fissava…mi fissava e io ero immobile, impietrito, senza sapere cosa fare Non era uno di quei cosi che se ne andava in giro barcollando e cercando corpi da assaggiare, no lui se ne rimaneva fermo a fissarmi…

Feci quello che mi risultò spontaneo, gli dissi con una vocina stupida ” che ci fai qui piccolino, dov’è il tuo padroncino, dov’è?”. Lui si avvicinò con la lingua fuori e mi si accucciò sui piedi mugolando, allora lo accarezzai e lui mi guardò. Quel momento guardandolo negli occhi decisi di tenerlo con me.

Era il compagno perfetto, se c’erano zombi lui mi si avvicinava e mi dava un colpetto col muso. Non abbaiava mai era sempre in silenzio e tranquillo, inoltre se combattevamo con uno zombie lui gli saltava addosso spingendolo, non li mordeva, forse li vedeva come carne marcia, non lo saprò mai.

L’unica cosa che so ancora oggi e che avevamo un legame, lui mi copriva le spalle e io le coprivo a lui. Era pieno di energie e alcune volte mi addormentavo. Dormivo sulle 2/3 ore al giorno e se c’era una casa a due piani in collina abbandonata potevo fare sonni ”tranquilli’.

A turni dormivamo, poi quando le scorte finivano ce ne andavamo e gironzolavamo alla ricerca di qualche barattolo di cibo e bottiglie d’acqua.

L’acqua non basta mai. Era così facile prima, bastava andare in bagno o in cucina ed ecco 90 litri d’acqua sgorgati in 5 minuti, invece adesso è sempre più difficile.

Ormai facciamo così da due anni e il mio cucciolone e sempre più stanco ce la fa a malapena a stare in piedi, ansima e non si muove.

Dal suo sguardo capisco che sta male e, mentre lo accarezzo, vedo il colpevole…

Il mio cucciolone ha un morso sulla ”spalla” anteriore probabilmente è stato ieri… c’erano 10 zombie che ci hanno circondato.

Li ho ammazzati a colpi di machete e pistola quando ho sentito un mugolino ed l’ho soccorso.

Ho pensato che il sangue fosse dello zombie ma oggi capisco che non era così.

Il suo respiro si affatica …
sempre di più …
i suoi occhi mi guardano …
addolorati …
stanchi e ormai imploranti …
allora prendo la decisione più difficile della mia vita …
ma lo faccio per il suo bene …
un colpo …
proprio in mezzo agli occhi.

Vedo il suo sangue scorrere insieme alle mie lacrime, piango per ore uccidendo ogni zombi presente nell’arco di 2 km circa, 150 a colpi di machete e sassi.

Quando mi fermo sono a pezzi fisicamente e mentalmente.

Ora la mia anima non è completa, ogni volta che mi addormento mi sveglio di colpo e so solo che un colpo potrà alleviare il dolore.

Così prendo la pistola e me la punto in testa, le lacrime mi bagnano la felpa sporca di sangue
l’indice si flette, il mio corpo trema per un istante…
finalmente si potrà ricongiungere con lui.

Sonny Rossi


Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: