EVOLUZIONE DEGLI ZOMBIE.

“Noi superiamo le paure, loro si evolvono”

di Igor ZANCHELLI


 

Certo cari amici lettori, anche gli zombie, come gli uomini si evolvono. Per fortuna non sono diventati intelligenti, almeno per il momento, ma hanno fatto dei progressi in pochi anni, per fare i quali noi uomini abbiamo impiegato secoli, se non millenni. Il più delle volte questa evoluzione è data per esigenze di copione, per fortuna.

Questi cambiamenti hanno avuto un impatto devastante sui sopravvissuti. Ma cerchiamo di capire cosa è cambiato e perché, e quali contraccolpi hanno avuto sugli esseri umani, questi cambiamenti.
I primi risorti nascono sul grande schermo ad opera del grande maestro G.A Romero; questi nostri “fratellini” erano esseri lenti, goffi, mossi da una insaziabile fame di carne umana, alla costante ricerca di prede. Il loro incedere lento e monotono, inesorabile, ci mostrava la morte in tutta la sua crudezza, palesandoci schiettamente e senza mediazioni religiose, quale fossa la meta del nostro cammino su questa terra.
Si sfatava in questo modo il tabù della morte; l’uomo prendeva coscienza di quale destino gli sarebbe toccato, quando l’ultimo respiro fosse uscito dai suoi polmoni. In quegli anni, 1968, lo zombie personifica le paure ed i timori dell’uomo, “sbattendoci in faccia” l’inevitabile e lo sconosciuto.
Con il superamento del tabù della morte, come annichilimento della persona, occorreva trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che si sposasse con la creatura dotata di persistente capacità di penetrazione nella cultura di massa, ovvero lo zombie. Capito che, non temendo la morte, ma accettandola come il naturale evolversi delle cose, armandosi di una buona dose determinazione a sopravvivere, associata ad una discreta organizzazione, senza essere dei supereroi si poteva combattere gli zombie. Si rese necessario perciò far in modo che i nostri amati putrescenti amici si evolvessero.
Ma come? Semplicemente cavalcando le paure del momento ovvero il virusmorbo. Sul finire dello scorso millennio, la globalizzazione rende facile il dilagare di malattie, a causa della facilità di spostamento; SARS, EBOLA, MUCCA PAZZA ma anche virus informatici ecc. ci rendono nudi e indifesi nei confronti di questo subdolo e invisibile nemico.

Sicuramente si è compreso come combattere queste creature, ma il timore che il virus può colpire ovunque e chiunque, ci spiazza, e ci costringe a guardare il nostro vicino, il nostro familiare con occhi diversi, quasi indagatori col sospetto che forse, lui, può essere il veicolo del morbo/virus.
Con questa piccola novità si passa dall’affrontare il soprannaturale, il misterioso, con morti che risorgono e ci attaccano senza sapere perché, agli zombie nati per cause naturali.
Ma con il diffondersi dell’igiene e delle tecniche di prevenzione, tutto questo non basta più. Certo la paura del contagio rimane, ma con un po’ di attenzione si può riuscire a sopravvivere.
Ed ecco che, lampo di genio, avviene un’altra evoluzione. Lo zombie diventa veloce ed agile, forte e scattante, tanto per non farci mancare nulla.

Oltre ad essere preparato, determinato, e porre attenzione all’igiene, ora se vuoi sopravvivere devi essere anche allenato ed in ottima salute.
Quale sarà il prossimo passo? Forse gli zombie diverranno intelligenti e capaci di escogitare trappole e piani?
In realtà un esperimento cinematografico in tal senso c’è stato, ma a mio avviso, non ha avuto tanto successo, perché i tempi non erano maturi per una tale evoluzione. Siamo ancora impegnati a riuscire a superare questa ultima evoluzione dei nostri morti viventi.
In conclusione possiamo affermare che l’evoluzione degli zombie, avviene quando la nostra maturità ci porta a superare una paura, un timore, a risolvere un mistero. I morti viventi sono passati dall’essere espressione del timore dell’ignoto e dell’inesplorato, ad essere paura verso il diverso che minaccia la nostra comunità arrivando, infine, ad essere espressione della fobia globale per una epidemia/pandemia di massa.
Ovviamente anche altre motivazioni e considerazioni si possono fare sul fenomeno, e per questo vi rimando alla lettura degli altri fenomenali articoli presenti in questo sito.

 

 

Igor ZANCHELLI


 

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